Vibo, viaggio a Bivona tra spreco di soldi pubblici e degrado

VIDEO | Il nostro reportage nella frazione di Vibo Marina oggi completamente abbandonata. Qui ci siamo imbattuti in una 'sconvolgente' scoperta: per preservare le porte, il Comune ...le mura   

di Agostino Pantano
martedì 18 giugno 2019
14:34
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Niente cambia a Bivona, anche dopo le denunce dei media nazionali. Siamo ritornati in due luoghi simbolo del degrado lungo la marina di Vibo Valentia, un tempo apprezzata per essere un “giardino” meta di turisti, e oggi preda dell’abbandono delle istituzioni. La Tonnara, che doveva diventare sede del museo del mare, e il torrente Sant’Anna – messo in sicurezza con i fondi del post alluvione – sono due luoghi che spiegano quanta strada ancora bisogna percorrere per modificare il biglietto da visita della città.

Non solo degrado e pericolo, ma anche inquinamento e spreco del denaro pubblico che le nostre telecamere hanno immortalato entrando nella struttura vandalizzata – ancora oggi dalle porte aperte – e descrivendo la foce di un corso d’acqua che, invece di essere deviata verso il vicino depuratore, scarica in mare i liquami che arrivano dalla collina sovrastante.

Nella Tonnara, la beffa raccontata dal bivonese Giovanni Patania che, in passato, dopo aver denunciato con tanto di esposto alla Prefettura, descrive ai nostri microfoni come la soluzione adottata dal Comune sia stata solo un «muro alzato per evitare di scassare le nuove porte». Una struttura, rinnovata con la spesa di 4 milioni di euro, che rimane abbandonata, alla mercé di tutti e murata.       

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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