Parte da Tropea la prima caccia al vermocane che infesta i mari calabresi

VIDEO | L'emozionante immersione nell'ambito di uno studio sulle misteriose mutazioni di un verme di mare che prolifica a causa del riscaldamento delle acque e che, non essendo commestibile, non ha antagonisti

di Agostino Pantano
domenica 25 agosto 2019
12:00
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I sub raccolgono esemplari di vermocane
I sub raccolgono esemplari di vermocane

Il nome scientifico è Hermodice caranculata, ma comunemente è chiamato vermocane. È un vermiciattolo che da qualche anno infesta i mari del Sud, e la sua misteriosa mutazione  - da spazzino dei fondali che si nutriva solo di carcasse a predatore – sta inquietando i bagnanti e interrogando la comunità scientifica per gli effetti che questo cambio produce sulla catena alimentare.

 

A Tropea hanno fatto il primo campionamento del verme nel Tirreno, ed abbiamo seguito l’immersione in acqua – dalla barca perché il giornalista deve stare a metà tra i fatti…e la terra ferma -  del biologo marino Fabrizio Fabroni (ispiratore della ricerca), della oceanografa Diletta Manfrida, dei sub del Tropea Diving Maddalena Ascioti e Giannicola Lepore, ai quali si è aggiunta la biologa Roberta Larosa nota per il suo lavoro a contatto con gli squali delle Bahamas.

 

A 300 metri dalla costa, intorno allo scoglio del Vardaro, un’uscita emozionante per il contributo alla scienza e per il contatto – attraverso delle riprese mozzafiato dei fondali – con le bellezze impareggiabili del mare tropeano. L’equipaggio composto da Antonio, Stefano e Lamyn, coordinando dal gommone le operazioni, ha assicurato la massima sicurezza durante il prelievo, e la caccia alla fine si è rivelata molto proficua. Una colonia portata in superfice, tra la soddisfazione di studiosi e sub, che ora emigra nuovamente verso i laboratori dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

 

A terra, infatti, ad attendere l’equipe che ha eseguito lo storico campionamento c’è il professore Roberto Simonini, un biologo che ha avviato un progetto di ricerca che tende a chiarire il motivo del proliferare del vermocane in questa zona del Mediterraneo, probabilmente dovuto al surriscaldamento dei mari e al fatto che questo polichete errante non ha antagonisti, non essendo commestibile.

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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