Il treno verde di Legambiente riparte, prima tappa in Calabria

Inaugurata a Lamezia Terme la storica campagna itinerante che vede come tema portante la sfida ai cambiamenti climatici. Le carrozze espositive saranno a disposizione delle scuole (la mattina) e dei cittadini (nel pomeriggio)

di Redazione
17 febbraio 2020
18:56
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Taglio del nastro del Treno Verde 2020 alla stazione di Lamezia Terme
Taglio del nastro del Treno Verde 2020 alla stazione di Lamezia Terme

È stata inaugurata stamane, alla stazione centrale di Lamezia Terme, la prima delle tredici tappe del Treno Verde 2020, la storica campagna itinerante promossa da Legambiente e dal Gruppo Ferrovie dello Stato italiane, con il patrocinio del ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare. È la prima volta che il Treno Verde sosta nella città calabrese. 

 

La trentaduesima edizione vede come tema portante la sfida “Change Climate Change”: raccontare le cause e gli effetti della crisi climatica, ma soprattutto raccontare come sia possibile cambiare il cambiamento climatico a partire dalle buone pratiche avviate sui territori. Il convoglio ambientalista sarà in sosta a Lamezia fino a martedì 18 febbraio.

 

Al taglio del nastro alla stazione di Lamezia Terme hanno partecipato Katiuscia Eroe, portavoce del Treno Verde,  Domenico Scida, direttore regionale di Trenitalia, Caterina Cristofaro, direttrice di Legambiente Calabria, Francesco Carluccio dell'area tecnica del consorzio Ricrea, Paolo Mascaro, sindaco di Lamezia Terme, Franco Dattilo, assessore comunale all'Ambiente, Domenico Pappaterra, direttore generale di Arpacal, Elenio Avolio, del Cnr Isac Lamezia e Francesco Belmonte, direttore generale della Cia.

La sfida ai cambiamenti climatici

«I cambiamenti climatici vanno trattati come una vera e propria emergenza – ha dichiarato la portavoce del Treno Verde, Katiuscia Eroe – oltre alle azioni concrete e lungimiranti dobbiamo interpretare questa emergenza anche come un'opportunità di rilancio per i territori del nostro Paese. Oggi ci sono strumenti per riqualificare le nostre città, risorse per uscire dalla dipendenza da fonti fossili. L'Italia necessita di coraggio».

 

«Un argomento che ci coinvolge tutti, nessuno escluso – ha affermato Caterina Cristofaro, direttrice di Legambiente Calabria – occorre cambiare radicalmente mentalità, adottando strategie che ci permettano di sostituire l'uso di combustibili fossili con le fonti rinnovabili. Una di queste strategie dev'essere incentrata sul forte incentivo all'agricoltura biologica, che non sfrutta e impoverisce il nostro sottosuolo con l'eccessivo uso di sostanze chimiche, e può contribuire alla trasformazione del sistema economico attuale in economia circolare».

 

«In Calabria esistono realtà virtuose, come Fattoria della Piana - ha specificato la Cristofaro - che ha associato la tradizione casearia alla tecnologia, producendo biogas dagli scarti del caseificio e dal letame, e divenendo la più grande centrale agro energetica della Calabria. Ma possiamo menzionare anche Calabria Maceri che ha ideato un impianto per trasformare il rifiuto organico in biogas».

Educazione ambientale a bordo treno

Educazione ambientale, monitoraggi scientifici approfondimenti caratterizzano il percorso a bordo del treno, al cui interno è allestita una speciale mostra per la formazione e la sensibilizzazione di studenti e cittadini di tutte le età. Le quattro carrozze espositive saranno aperte di mattina per le scuole prenotate, mentre dalle 16 alle 18.30 l'ingresso è libero. 

 

Quattro i temi del percorso-mostra sul treno – tra loro complementari e legati alla crisi climatica – caratterizzeranno le attività su ciascuna carrozza. Nel primo vagone, “l'emergenza climatica è globale e interconnessa”, con uno spazio dedicato all'analisi generale delle cause e degli effetti del fenomeno; a bordo della seconda, invece, “la soluzione è locale e interconnessa”, e vede sul tavolo le risposte per fronteggiare l'emergenza sui singoli territori; sulla terza, “una #rievoluzione ci salverà”, con uno spazio dedicato alle nuove generazioni scese in piazza per salvare il Pianeta; la quarta, infine, parte dalla domanda “Cosa possiamo fare noi?” per riflettere sull'importanza delle scelte nella vita quotidiana, dai nostri consumi e comportamenti all'importanza dell'informazione e dell'impegno diretto.

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