San Pietro a Maida, stadio comunale trasformato in discarica

VIDEO | La denuncia del consigliere di Riscossa Sanpietrese Domenico Giampà che chiede all’amministrazione di attingere al bando sulle strutture sportive per salvare il campo ormai a pezzi

di Tiziana Bagnato
mercoledì 5 settembre 2018
20:02
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San Pietro a Maida, poco più di 4 mila abitanti ai piedi del Monte Contessa. Un piccolo e tranquillo centro urbano circondato da alberi di uliveto. La denuncia che raccogliamo arriva da qui. A lanciarla tramite i social è il consigliere di Riscossa Sanpietrese Domenico Giampà stanco di vedere quello che prima era uno stadio frequentato e attivo, lasciato morire. Lo stadio comunale di San Pietro a Maida oggi ha ceduto allo scorrere del tempo, pezzi portanti sono stati divorati dalla ruggine, le porte che hanno accolto decine di goal sono state divelte e trascinate nel campo. Ma non solo.

 

Il piazzale antistante, proprio di fronte a dove una targa indica che si tratta di un’area di emergenza della protezione civile, si è trasformato in una grande e variegata discarica abusiva in cui trovare dai televisori, ai sanitari, ai secchi di vernice, ai mobili per la casa. Rifiuti speciali di ogni genere che si accompagnano a quelli differenziabili. Il tutto sovrastato da un intenso olezzo che il caldo amplifica e da insetti ed animali di ogni genere. I ragazzi di San Pietro a Maida, ci racconta Giampà, vanno a giocare altrove e a rimpinguare le squadre dei paesi vicini.


Da qui l’appello alla riqualificazione dello stadio, magari ricorrendo al bando regionale sulle strutture sportive che scadrà a breve. Una vera e propria opportunità da cogliere, spiega il consigliere, che permetterebbe di non pesare sulle casse dell’ente e allo stesso tempo di riportare alla vita lo stadio e con questo di dare nuovo impulso alla comunità di San Pietro a Maida.

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Tiziana Bagnato
Giornalista
Lametina, laureata in Scienze della Comunicazione con indirizzo Giornalismo alla Lumsa di Roma, Tiziana Bagnato ha sempre affiancato la carta stampata all’ambito televisivo. Dopo aver lavorato nell’emittente regionale Calabria Tv e per diversi anni per il quotidiano Calabria Ora, poi L’Ora della Calabria, è approdata nell’emittente St Television e sul quotidiano Il Garantista di cui è ancora firma. 

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