La discarica “ambulante” vista mare, spostata di 20 metri ma ancora lì

A Pizzo in attesa della bonifica del sito sono stati eseguiti dei lavori di messa in sicurezza che hanno comportato lo spostamento di pochi metri dei rifiuti: basterà per scongiurare gli effetti delle mareggiate e dell'eventuale esondazione del fiume?  

di Agostino Pantano
3 settembre 2019
15:35
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La discarica di Pizzo in attesa di bonifica
La discarica di Pizzo in attesa di bonifica

L’area intorno alla foce del fiume è stata messa in sicurezza e la megadiscarica trasferita di una ventina di metri, da un punto all’altro della spiaggia: è quello che si vede “ritornando” allo sbocco a mare del fiume Angitola, nel territorio di Pizzo Calabro.

Dopo gli annunci della scorsa primavera, i lavori eseguiti in questi giorni - considerati preparatori della bonifica definitiva programmata per il prossimo anno - hanno comportato la creazione di una collina di rifiuti, questa volta coperti da un enorme telo in nylon, e la costruzione di un terrapieno con dei massi che separano l’argine dal sito inquinato. Se sia sufficiente o meno questo intervento, realizzato spendendo una parte dei circa 4milioni di euro recuperati dal Comune, è presto per dirlo visto che è alle porte l’autunno che in questa zona porta sempre con sé i rischi dovuti alle frequenti mareggiate e alla possibile esondazione del fiume.

 

La bomba ecologica, di cui è ostaggio la costa da diversi decenni, è ancora là dunque e quest’area fa ancora parte dell’elenco di 80 discariche italiane che devono essere smantellate e per le quali è stato nominato un commissario straordinario. E mentre il sindaco Gianluca Callipo conferma che la caratterizzazione dei rifiuti tende a escludere che vi possa essere stato negli anni un inquinamento delle falde, sul prato intorno alla “discarica a rotelle” si continuano a vedere le pecore brucare.


        

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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