L'ex Italcementi di Vibo Marina, da sogno industriale a discarica a cielo aperto

VIDEO |  Una fabbrica che occupava decine di persone e che produceva indotti tali da tradursi in un volume d’affari milionario. Così come a Castrovillari, del colosso industriale che ha chiuso i battenti nel 2012 oggi non resta altro che il suo scheletro

di Agostino Pantano
domenica 16 giugno 2019
09:58
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L’ex Italcementi a Vibo Marina
L’ex Italcementi a Vibo Marina

Siamo tornati nel sito dell'ex Italcementi di Vibo Marina, scoprendo una verità sconvolgente: il cancello d'ingresso al mega stabilimento chiuso dal 2012 è aperto, e chiunque può entrare nell'area di 30 ettari e tra gli alti silos e le dismesse ciminiere sentirsi “padrone” di quel che rimane di un sogno industriale diventato incubo. Infatti, l'area appare come un cimitero industriale, una terra di nessuno simbolo del brutto che porta con sé altre bruttezze, tra rovi e tetti costruiti con materiale inquinante, opifici alla mercè di tutti e facile teatro di ogni possibile azione, anche di saccheggio o di ulteriore deturpamento. Infatti, tutt'intorno al sito che è ancora di proprietà del gruppo tedesco Hildemberg dominano la scena i rifiuti – anche pericolosi – lasciati dai cittadini che hanno trasformato questa porzione di area industriale, lontana da occhi indiscreti, come una sorta di discarica a cielo aperto.

 

Ogni tanto si vedono i mezzi della società che per conto del Comune gestisce la raccolta della spazzatura, ma si tratta di una lotta quotidiana per ora vinta dagli incivili. L'ex cementificio, uno stabilimento che con le sue grandi dimensioni rappresenta un ingombrante biglietto da visita per un territorio vocato anche al turismo, è stato al centro in passato di riunioni politiche per deciderne la bonifica e l'eventuale riutilizzo a fini industriali o socio/culturali. Buoni propositi da sempre arenatisi nell'impossibilità di una vendita – anche per lotti che potrebbero andare ad imprese di diversi settori – e senza che fin qui i proprietari siano stati obbligati quanto meno a salvaguardare l'ambiente del sito non presidiato.

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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