«Correte, in fondo al mare c'è una statua greca». Ma era uno scoglio

Falso allarme nel mare dei Bronzi. La segnalazione di due ragazzi fa scattare l'allerta a Bruzzano, con carabinieri e archeologi che si precipitano sul posto. Poi il verdetto: «Solo una roccia a forma di volto»

di Ilario  Balì
30 agosto 2019
19:53
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«Correte, in fondo al mare c’è una statuetta». La segnalazione è arrivata oggi di buon mattino alle forze dell’ordine di Bruzzano. Si sa, a fine agosto il mare all’alba è liscio come l’olio. Così Concetto Emanuele e Pasquale, due amici appassionati di snorkeling, ne approfittano per una ricognizione con maschera e boccaglio tra gli scogli della Marinella, un piccolo angolo di paradiso marino con l’unico scopo di osservarne il suggestivo fondale. Ad un certo punto però notano qualcosa di molto simile ad un volto umano. La prima telefonata è a un parente esperto d’arte, il quale suggerisce loro di sporgere denuncia ai carabinieri. Accompagnati da un amico avvocato si presentano in caserma davanti ai militari in servizio che, una volta raccolto il rapporto, convocano per un sopralluogo sul litorale la sovrintendenza con i sommozzatori.

I sopralluoghi 

Sul posto arriva anche l’archeologa Alessandra Ghelli che, dopo le prime immersioni, nota qualcosa simile ad un manufatto con sembianze umane. Tutta l’area viene resa off limits e la mente corre subito a quel 21 agosto di 7 anni fa, quando lì vicino, a Capo Zeffirio, alcuni sub nel corso di una battuta di pesca subacquea estrassero una statuetta di bronzo raffigurante un leone. Stavolta però il sogno di una mattinata di fine estate è durato meno di mezza giornata.

Il verdetto che spegne la speranza

Dalle successive verifiche effettuate dagli esperti con apposite apparecchiature quello che in un primo momento aveva fatto gridare al miracolo, apparendo come una statuetta a forma di un volto umano piegato su uno scoglio, in realtà altro non era che un pezzo di roccia incagliato in una zona marina ad alta concentrazione di massi. La spiaggia, chiusa per le operazioni di recupero, torna libera. I sommozzatori rientrano alla base. A restare è la delusione sui volti di chi a quel ritrovamento che sapeva di impresa ci aveva creduto davvero. Anche solo per poche ore.

 

 

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Ilario  Balì
Giornalista
Trentatre anni, giornalista con una laurea in Scienze della Comunicazione conseguita presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università della Calabria. Sin da ragazzo il suo interesse è stato rivolto al giornalismo e alla comunicazione. A fine 2004 ha sostenuto il tirocinio universitario presso l’ufficio stampa del Comune di Reggio Calabria. Il contatto con un quotidiano vero e proprio nel 2006, da collaboratore con Calabria Ora (poi L'Ora della Calabria). La collaborazione si è intensificata dal 2010 fino alla chiusura (giugno 2014), periodo nel corso del quale alla normale attività di collaboratore è seguita quella di redattore. Da settembre 2015 a maggio 2016 ha collaborato come pagellista per la testata calciomercato.it. Da ottobre 2016 a maggio 2017 ha ricoperto l’incarico di redattore nel quotidiano regionale Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti.
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