Scuole sicure, l’allarme del geologo: «Senza requisiti antisismici devono restare chiuse»

Secondo Mario Pileggi, che fa parte del Consiglio nazionale dell’associazione Amici della Terra, il 74% degli istituti in Calabria è a rischio in caso di terremoto

di Redazione
domenica 16 settembre 2018
12:21
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«Le aule che nei prossimi giorni saranno riempite da alunni e personale Ata e docente, fanno parte di edifici già sottoposti a verifiche tecniche di vulnerabilità sismica e considerati non idonei». L’allarme viene lanciato dal geologo lametino Mario Pileggi, che fa parte del Consiglio nazionale Amici della Terra, associazione ambientalista attiva dal 1978.


Con una lunga e dettagliata nota, Pileggi richiama i sindaci alle loro responsabilità e cita la sentenza n.190/2018 della Sezione penale della Corte di Cassazione che stabilisce che «i Sindaci non devono opporsi al sequestro delle scuole che, anche nelle zone a “basso rischio sismico”, sono a ipotetico rischio crollo seppure per un “minimo scostamento dai parametri di edificazioni emanati nel 2008».
«Pertanto - spiega il geologo - rispondono di omissione di atti di ufficio i sindaci che non chiudono un edificio scolastico senza i requisiti tecnici antisismici anche se l’immobile è situato in una zona a bassa pericolosità sismica».

«L’irresponsabile inerzia dei vari Enti preposti - continua la sua nota - emerge dai più recenti numeri delle scuole non antisismiche nella Regione Calabria: 879 nella Provincia di Cosenza; 514 nella Provincia di Reggio Calabria; 466 nella Provincia di Catanzaro; 263 nella Provincia di Vibo Valentia e 219 nella Provincia di Crotone. E nell’intero Belpaese di scuole non sismo-resistenti e ricadenti in aree ad alto rischio sismico ne sono state censite 2.700. D’altra parte, sono circa 8 mila le scuole progettate e costruite più di 50 anni fa senza i criteri di sicurezza sismica introdotti dalle vigenti Norme tecniche. Questi numeri sulle condizioni degli edifici scolastici evidenziano la rilevanza di risorse e attività richieste per mettere a norma e in sicurezza tutti gli edifici non adeguati ai vigenti standard sismici».

 

L'inidoneità sismica dei vari edifici scolastici delle regioni sopra indicate, è documentata ad incominciare dal 1999 nella "Graduatoria della Vulnerabilità" del noto e dettagliato "Rapporto Barberi" e nelle successive analisi e approfondimenti pubblicati nel 2005 in due volumi denominati "Inventario e vulnerabilità degli edifici pubblici e strategici dell'Italia centro-meridionale" e "Analisi di vulnerabilità e rischio sismico" dell'Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia e Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti.

In questi documenti si rileva che il 74% degli edifici scolastici della regione Calabria è stato classificato a vulnerabilità alta e medio-alta, che 1.221 scuole sono state incluse nella classe ad alta vulnerabilità e altre 1.736 scuole sono state incluse nella classe a medio-alta vulnerabilità.Un’inversione di rotta rispetto all’indifferenza del passato sarebbe nel programma scuole sicure varato dalla Regione Calabria. «I dati pubblicati sul sito web della stessa Regione – riferisce Pileggi - riportano la graduatoria di merito degli Enti Pubblici (Comuni, Province e Città Metropolitana) che hanno partecipato al Bando. Dalla stessa emerge che sono stati ammessi 141 interventi ed esclusi 186 interventi per un importo di euro 179.119.377,65. Tra i 141 interventi ammessi nella graduatoria di merito, trovano immediata copertura finanziaria 91 interventi per un importo complessivo di circa € 117.000.000. I restanti 50 interventi ammessi in graduatoria, aventi un importo complessivo di circa € 100.000.000, trovano copertura finanziaria con parte delle risorse pari a circa € 119.000.000 assegnate dalla Legge 11 dicembre 2016, n. 232.
Per gli interventi esclusi è stato predisposto un successivo "Avviso pubblico finalizzato alla redazione del Piano Triennale 2018-2020 di interventi in materia di edilizia scolastica” per il quale la Regione ha programmato risorse finanziarie: con le restanti risorse stanziate dalla Legge n. 232/2016 circa € 19.000.000, con le risorse della Legge Finanziaria 2018 circa € 105.000.000, con le risorse rinvenienti dalla Legge 27 dicembre 2002, n. 289 circa € 25.000.000 e con le risorse PON 2014/2020 circa € 53.000.000, per un importo complessivo di circa € 202.000.000».

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