Goletta Verde 2018: tratti di costa contaminati a causa della cattiva depurazione

La campagna di Legambiente ha rivelato anche quest'anno la debolezza del sistema dei depuratori. I campionamenti sono stati effettuati alle foci dei fiumi e hanno delineato una situazione a macchia di leopardo

di Redazione
lunedì 23 luglio 2018
11:00
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Una situazione determinata, anche quest’anno, dall’endemico problema del cattivo funzionamento dei depuratori. Un sistema a macchia di leopardo, che in alcune zone fa registrare la presenza di cariche batteriche oltre i limiti imposti dalla legge. Questo il quadro che si evince dai risultati del rapporto Goletta Verde 2018. Secondo Legambiente 15 dei 22 punti monitorati in prossimità di foci di fiumare e torrenti non sono risultati idonei.

 

Per l’associazione, in Calabria sussistono ancora gravi problemi nella depurazione, un problema irrisolto da troppi anni. Come Isola Capo Rizzuto, in località Le Castella, in piena Area Marina Protetta, alla foce del canale presso la spiaggia a destra del castello. In provincia di Crotone, drammatica anche la situazione nel punto di prelievo alla foce del fiume Esaro, giudicato fortemente inquinato.

 

Situazione critica anche nel Vibonese, dove su 6 punti campionati, ben 5 sono risultati fortemente inquinati, vista anche la presenza, al momento dei prelievi, di diverse fiumare spontanee formatesi a causa delle piogge. Fortemente inquinata per il nono anno consecutivo è risultata la foce del torrente Caserta, quella del fiume Mesima e la foce del torrente Ruffa.

 

In provincia di Catanzaro, sono risultati entro i limiti il punto monitorato a Montepaone Lido e Soverato, alla spiaggia presso fosso Beltrame, mentre è risultato fortemente inquinato il campionamento effettuato a Lamezia Terme, Gizzeria, in località Marinella, Gizzeria Lido, alla foce del torrente Spilinga.

 

Sei i punti monitorati in provincia di Reggio Calabria, di cui la metà giudicati fortemente inquinati: a Reggio Calabria, in località lido comunale, alla foce del torrente Caserta; a Gioia Tauro alla foce del fiume Petrace; e a San Ferdinando alla foce del fiume Mesima. Considerato inquinato, invece, il punto monitorato a Bagnara Calabra, alla foce del torrente, mentre entro i limiti i valori riscontrati a Villa San Giovanni, in località lungomare Cenide, sulla spiaggia presso l’omonimo lungomare, e a Bianca sulla spiaggia fronte fiumara Laverde.

 

Cinque i punti monitorati anche in provincia di Cosenza: di questi, 3 sono stati giudicati entro i limiti, a Villapiana Lido, sulla spiaggia Canale del Pescatore; a Corigliano Calabro, Marina di Schiavone, spiaggia fronte torrente Coriglianeto; a Bonifati, in località Parise, sulla spiaggia fiume Parise. Inquinati invece i punti di prelievo a Cassano Jonio, Laghi di Sibari, alla foce del fiume Crati e al confine tra Calabria e Basilicata con il campione prelevato a Tortora Marina/Castrocucco di Maratea, alla foce del fiume Noce.

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