L'ex caserma dei vigili del fuoco, un edificio che cade a pezzi nel cuore di Rossano

VIDEO | Da undici anni lo stabile del quartiere Sant'Antonio, di proprietà della Provincia di Cosenza, è in attesa di essere riutilizzato. Nel frattempo però l’area, dove regna sporcizia e degrado, diventa luogo ideale per scorribande di vandali e spacciatori

di Marco  Lefosse
mercoledì 10 luglio 2019
15:51
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È un pugno in un occhio: brutta, spoglia, sudicia e aberrante. È la ex caserma dei vigili del fuoco di Corigliano-Rossano, le cui mura si innalzano sullo sperone più a nord del centro abitato bizantino, quello di Sant’Antonio nell’area di Rossano. Proprio nel mezzo di uno dei quartieri popolari più abitati della Città alta li dove un tempo sorgeva l’antico monastero e dove fino a qualche anno fa c’era vita.

Era una piccola zona residenziale felice. C’erano i vigili del fuoco, un’istituzione per i residenti della zona che sono cresciuti a pane, suono di sirene, lampeggianti ed esercitazioni; c’era l’istituto aziendale e l’indirizzo tecnico femminile che pullulava di giovani e docenti che provenivano da tutto il comprensorio della Sibaritide; e poco più in là c’era pure il glorioso “Maria De Rosis” l’arena calcistica rossanese, teatro di mille epiche battaglie del pallone che da queste parti è sempre stato più che una fede.

Oggi Sant’Antonio è una periferia desolata

Oggi, in una torsione totale su se stessi non rimane più nulla. C’è solo degrado e abbandono creatosi nell’arco di poco più di dieci anni. I pompieri si sono trasferiti in una posizione più comoda allo scalo, le scuole hanno avuto la stessa sorte, del campo sportivo non è rimasta nemmeno l’ombra sostituito da uno dei più grandi anfiteatri della Calabria, creato con grandi prospettive di sviluppo ma che è aperto però un solo giorno all’anno (nella settimana dopo ferragosto). E poi ci sono loro, gli abitanti di Sant’Antonio, irriducibili – per utilizzare un aggettivo da stadio – e abbastanza incazzati. Soprattutto i più giovani che hanno visto sfiorire inermi il loro quartiere, diventato oggi una periferia desolata, ricettacolo di spacciatori, vagabondi e di coppiette in cerca d’amore rubato.

Un edificio pubblico morente

Al centro di tutto questo spettacolo spettrale c’è lo stabile dei vigili del fuoco, oggi di proprietà della Provincia di Cosenza. Un edificio pubblico morente, che cade a pezzi, lasciato al suo destino. Inutile enunciare tutte le cose pericolose. Però alcune risaltano troppo all’occhio da non poterle dire e denunciare. Come quel ratto di poco meno di trenta centimetri in putrefazione che - ci dicono i residenti – «sta li da almeno una ventina di giorni e puzza da morire». Oppure, per rimanere in zona olfatto, l’odore nauseabondo che esala dalle stanze della struttura: «Ci sarà forse il cadavere di qualcuno all’interno?» fa eco un altro signore. Già perché noi non ce la siamo sentiti di entrare dentro, non fosse altro perché è vietato, ma di pertugi e varchi per intrufolarsi in quel palazzotto a due piani, anche nascosti, ce ne sono a iosa. «Tanta gente entra qui dentro indisturbata – ci dicono ancora –, entra ed esce a piacimento, soprattutto nelle ore notturne». A fare cosa? «Ci sono i pusher» ci dice Elisabetta Salatino, residente del quartiere e da anni impegnata anche come portavoce del Comitato acqua per tutti (altro grande malanno di Corigliano-Rossano).

L’ultimo intervento: hanno tolto il parafulmine

A questo punto c’è da dire che l’ultimo intervento operato sulla struttura si è registrato qualche settimana fa, quando l’ente gestore ha portato via il traliccio che era dell’antenna radio dei vigili del fuoco (che fungeva pure da parafulmine). Per il resto in undici anni si è registrata solo qualche passerella politico-istituzionale di ex sindaci, assessori e presidenti della Provincia tutti con “solide” promesse di riutilizzo della struttura ma zero conclusioni.

Che si fa con questa bruttura abbandonata, che sarebbero due se si aggiunge anche quella che sta alle sue spalle, tre volte più grande e già sede dell’istituto tecnico aziendale, anch’essa inutilizzata e di proprietà di un privato?

Ora si attende la bonifica

Ora si attendono gli indirizzi della nuova Amministrazione comunale di Corigliano-Rossano che prima di risolvere (o quantomeno avviare un’interlocuzione con la Provincia, proprietaria e responsabile dell’immobile) il dilemma della ex caserma dovrà affrontare la questione della bonifica del quartiere Sant’Antonio. In questi giorni è in atto la grande operazione Corigliano-Rossano pulita, voluta dal sindaco Stasi all’indomani della sua elezione. Di emergenze da risolvere ce ne sono tantissime in un territorio che è grande suppergiù quanto tutta la provincia di Prato e la grande opera di riqualificazione che si sta effettuando è sicuramente impegnativa. Ma ci sono quartieri, come quello di Sant’Antonio, che sono strategici soprattutto nel periodo estivo perché è qui che approdano parte dei flussi turistici. Allora è qui che bisogna intervenire e anche con urgenza.   

 

 

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Marco  Lefosse
Giornalista
Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra calabrese per Linea, il giornale di Fiamma Tricolore diretto da Pino Rauti, e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizio a muovere i passi nei quotidiani regionali. Il mio primo “contrattino” da collaboratore lo firmo con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 lascio il Quotidiano e accolgo con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia Cosentina di  Genevieve Makaping ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 arriva il primo vero contratto giornalistico con Calabria Ora. Un’esperienza bellissima che ha forgiato e ben temperato la mia penna. Con onore ho lavorato, ininterrottamente fino al fallimento di questo splendido progetto editoriale nel 2014, per raccontare sempre e a tutti i costi le verità della mia città e del territorio. Parallelamente all’esperienza di Calabria Ora, nel 2011, il neo Sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, mi vuole come consulente nello staff dei collaboratori di fiducia. Nel luglio  del 2013, insieme alla collega Giusj De Luca (oggi anche mia splendida compagna di vita), fondo la CMP Agency, una giovane realtà di consulenza per la comunicazione ed il marketing. E nel gennaio 2014 proprio alla CMP è affidato il servizio di Ufficio stampa e Comunicazione istituzionale del Comune di Rossano. Ad Ottobre dello stesso anno, come consulente, seguo la campagna elettorale regionale del candidato Giuseppe Graziano. Dal 2014, chiusa la lunga parentesi dell’informazione con Calabria Ora, insieme alla nuova realtà di CMP Agency mi occupo esclusivamente di comunicazione istituzionale/commerciale e di marketing. Da Aprile 2018 fa parte della meravigliosa famiglia di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese e della neonata Corigliano-Rossano terza città della Calabria.
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