Emergenza cinghiali, Molinaro: «Oliverio chieda scusa agli agricoltori»

Promesse non mantenute e territori in ginocchio. Il presidente della confederazione degli agricoltori chiede al governatore un gesto forte di impegno per risolvere un problema che ha ridotto sul lastrico centinaia di operatori del settore

giovedì 30 agosto 2018
13:31
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Pietro Molinaro, presidente Coldiretti Calabria
Pietro Molinaro, presidente Coldiretti Calabria

Un’emergenza diventata ordinaria amministrazione, che ha penalizzato gravemente, in termini economici, gli agricoltori calabresi. Si tratta del sovrappopolamento dei cinghiali, che con la loro mole imponente percorrono in lungo e in largo i campi distruggendo qualsiasi cosa incontrino sul loro cammino. E dopo la richiesta – non accolta - di un periodo straordinario di apertura della caccia per poter abbattere gli animali, ora da Coldiretti arriva una nota di fuoco firmata dal presidente, Pietro Molinaro, che si rivolge con parole al vetriolo alla Regione.

 

«Sono ormai più di tre anni che sollecitiamo il presidente della Regione Mario Oliverio ed il dipartimento Agricoltura sull'emergenza danni da cinghiali che è diventata una vera calamità per l'agricoltura regionale e perciò non si può più perdere tempo, ma fino ad oggi - afferma il presidente di Coldiretti Pietro Molinaro - registriamo che non sono pervenute risposte all'emergenza».

 

Il numero uno di Coldiretti rimprovera alla politica il disinteresse e la mancata azione politica su un problema che non riguarda solo gli agricoltori. «Ad oggi – dichiara Molinaro - vi è stata l'assenza totale di qualsiasi azione politica e/o di interventi straordinari per come richiesti e questo ha comportato, come è facile constatare, rilevanti danni economici e sociali all'agricoltura calabrese. Del resto le norme regionali di oltre venti anni pensate per la tutela e protezione della fauna selvatica, al fine della ricostituzione del patrimonio faunistico, certamente oggi non sono idonee ad interventi efficaci e veloci di contrasto all'emergenza da sovrappopolamento di cinghiali per la difesa delle produzioni agrosilvopastorali. – Insomma- conclude Molinaro- certamente tre anni di latitanza politica che meriterebbe quantomeno le scuse agli agricoltori»

 

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