Depurazione, Ferrara (M5s): «In mezza Calabria gravi carenze»

L'eurodeputata ha stilato la lista degli agglomerati urbani che hanno gravi carenze del sistema depurativo e che necessitano di importanti opere di rifacimento

di Redazione
martedì 9 ottobre 2018
15:20
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L'eurodeputata Laura Ferrara (M5S) torna ancora una volta sul tema depurazione, e lo fa fornendo la lista dei comuni calabresi coinvolti nella nuova procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia, la 2017-2181. Afferma una nota: «Mezza Calabria in procedura d'infrazione per le gravi carenze del sistema depurativo. Attraverso il Ministero dell'Ambiente siamo riusciti ad ottenere l'elenco degli agglomerati calabresi interessati da questa ennesima procedura d'infrazione, la quarta per l'Italia. Ben 48 i comuni della nostra regione che presentano non conformità nel sistema di raccolta e trattamento delle acque reflue. Un numero sconfortante che va ad aggiungersi ai 13 agglomerati già condannati a seguito della sentenza della Corte di giustizia europea del 2012, e per la quale dobbiamo pagare una multa salata di 25 milioni di euro e una sanzione di oltre 30 milioni per ogni semestre di ritardo nell'attuazione di misure necessarie per conformarsi alla sentenza. Ci sono poi 108 agglomerati coinvolti nella procedura d'infrazione 2014/2059 ed ora, questi ulteriori 48, sparsi per tutto il territorio regionale».

 

Continua l'eurodeputata: «Quasi duecento impianti depurativi che non funzionano a regime o che necessitano di importanti opere di riefficientamento, il tutto a spese della salute dei cittadini e danni ambientali di non poco conto. Non bastano più gli annunci e i finanziamenti a pioggia. Questi numeri sono allarmanti e ai calabresi bisogna dire la verità. Non basta lanciare la notizia del cronoprogramma degli interventi da finanziare. Bisogna dire ai cittadini che secondo quel piano i primi pochi risultati, arriveranno solo alla fine del 2020 e per gli altri ci vorrà addirittura il 2023».
Conclude la Ferraro: "Ai calabresi bisogna raccontare, inoltre  che fino a ieri chi doveva evitare un sistema di depurazione colabrodo, chi doveva controllare, monitorare e tracciare i milioni di euro spesi nel comparto, non lo ha fatto ma non pagherà per questo, pagheremo invece noi e purtroppo non solo in termini economici".

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