Corigliano-Rossano, alla foce del Cino una bomba ecologica di rifiuti e amianto

VIDEO | Quattrocento metri di spiaggia invasi da spazzatura ed eternit, in una zona paesaggistica di alto pregio vicina al mare. Il Movimento di associazionismo civico sporge denuncia contro ignoti. Intanto Stasi inasprisce le sanzioni contro i "lordazzi"

di Marco  Lefosse
30 agosto 2019
12:02
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Da Pirro Malena a Sant’Irene, nel territorio dell’ex comune di Rossano e che oggi invece – nell’era post fusione – è l’esatto centro geografico costiero della nuova terza città della Calabria, ci sono poco più di 400 metri di spiaggia, intervallati dalla foce del torrente Cino, ancora incontaminata dalla presenza dell’uomo che, però, si è appropriato di quell’area per farne una discarica.

In quella lingua di terra stretta tra il mare Jonio ed una lussureggiante macchia mediterranea, si può trovare di tutto: dai materassi ai frigoriferi, dai copertoni agli inerti e ai complementi d’arredo per ufficio, oltre che a cumuli di buste di spazzatura “tal quale”. Ma non basta, perché a fare da cornice a questo panorama degradante, ci sono anche ammassi di lastre di eternit ormai stratificato in anni e anni di incuria e abbandono.

Non c’è mai stata bonifica

Molti di questi rifiuti, adagiati sul letto del torrente, con la prossima stagione delle acque rischiano di finire direttamente in mare se nessuna delle autorità preposte si muove ad avviare una bonifica radicale di quei luoghi. Che, probabilmente, sono considerati di Quarta serie perché lontani dai centri di interesse turistico e dalla movida (seppure anche questi non se la passano proprio bene, leggi anche Corigliano Rossano, dune d'amianto e rifiuti sul lungomare di Pirro Malena).

La denuncia del Movimento

Ed ecco allora, ci sono cittadini che hanno il coraggio di denunciare. Come quelli del Movimento di associazionismo civico che proprio lunedì scorso ha sporto querela contro ignoti per denunciare lo stato di profondo degrado in cui versa l’area della foce del Cino.

Manca il controllo degli uffici comunali

Manca il controllo, questo è un dato di fatto. E, se da un lato non si può pretende che l’Amministrazione Stasi, insediatasi da soli tre mesi, impugni la bacchetta magica per risolvere i problemi, dall’altro viene da domandarsi qual è l’effettiva operatività degli uffici comunali e di alcuni funzionari che durante l’ultima estate hanno invaso le pagine social con foto di attività di bonifica che sono sembrate più uno spot autocelebrativo del proprio lavoro che non altro. La realtà dei fatti è questa, a torto o ragione. Dal momento che non si tratta di situazioni emerse nelle ultime settimane ma che stanno lì da anni, indisturbate e senza che nessuno faccia nulla per risolverle.

Stasi inasprisce le sanzioni contro i “lordazzi”

Intanto, nei giorni scorsi, abbiamo raccolto dalla viva voce del sindaco Stasi l’impegno ad avviare alcune iniziative stringenti per contrastare il fenomeno dilagante dell’abbandono di rifiuti (leggi anche Corigliano-Rossano, il sindaco Stasi dichiara guerra ai “lordazzi”). E a distanza di pochi giorni arrivano i primi provvedimenti. Sono in vigore dallo scorso mercoledì, infatti, le nuove sanzioni contro i reati ambientali, significativamente aumentate rispetto a quelle precedenti. Chiunque verrà colto in comportamenti illeciti rispetto al corretto conferimento dei rifiuti rischia multe fino a 500 euro.

A questa iniziativa, inoltre, ne farà seguito un’altra: l’installazione delle fototrappole per scovare “lordazzi” e sporcaccioni. E finalmente si spera di intercettare quali sono le manine che si rendono artefici di reati come l’abbandono dell’amianto e di rifiuti speciali pericolosi nei torrenti e sulle spiagge. Atteso che anche queste fanno parte del territorio comunale.  

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Marco  Lefosse
Giornalista

Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra...

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