Piazza “chiusa” ai bimbi di Rossano, il sindaco: «Ordinanza scritta male»

VIDEO | Flavio Stasi parla di quel provvedimento della Polizia municipale che vieta ai più piccoli, tra le altre cose, di andare in bici e sedersi sui muretti. Il primo cittadino: «Li c’è un problema di sicurezza, faremo in modo di intervenire per migliorare l'area»

di Marco  Lefosse
21 settembre 2019
12:57
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La piazza di Rossano
La piazza di Rossano

Anche per il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, quell’ordinanza della Polizia municipale, che – tra le altre cose – inibisce ai bambini di andare in bici e di sedersi sui muretti di piazza San Bartolomeo, nel centro storico rossanese, è stata una scelta di cattivo gusto.

«Ho letto l’ordinanza – dice Stasi – e sicuramente ci sono delle cose che devono essere migliorate. Andava fatta meglio e sicuramente faremo in modo che venga corretta». Ma se da un lato il primo cittadino minimizza su quello che è stato “un mero atto formale”, dall’altro sottolinea, invece, il ripetersi di fenomeni di vandalismo costante sul quell’area. «Quel provvedimento andava fatto probabilmente – aggiunge – per creare attenzione rispetto ad alcuni atti vandalici che si sono verificati su quella piazza. In questo momento stiamo lavorando per migliorare le condizioni della zona. Abbiamo rinnovato già le panchine e poi passeremo ai lavori di ripristino del selciato e di messa in sicurezza dell’intera area».

Intanto proseguono i raid vandalici notturni

Insomma, rimane alta l’attenzione da parte dell’Amministrazione comunale per migliorare le condizioni di vita dei ragazzi e dei residenti che abitano quella zona e che più volte hanno lamentato il ripetersi di continui atti vandalici, soprattutto nelle ore notturne. Solo nell’ultima settimana gli uffici di manutenzione sono dovuti intervenire per riparare una cabina elettrica che era stata divelta. Ma questo è un problema che rientra in un’altra categoria della sicurezza e non certo in quella del disturbo della quiete pubblica, che pure va tutelata ma sicuramente non con atti che rimangono solo affissi all’albo.

Che fine ha fatto l’impianto di videosorveglianza?

E allora, che bisogno c’era di emanare un’ordinanza di divieto ai bambini a svolgere quanto è nelle loro corde (cioè, giocare e divertirsi all’aria aperta)? Praticamente nessuna. Probabilmente sarebbe più congruo, se si vuole affrontare e tentare di risolvere il problema degli atti vandalici e delle scorrerie notturne, elevare il livello di sicurezza e di presidio del territorio. Anche se, in questo caso, gli strumenti per far fronte a tutto questo ci sarebbe già.

Piazza San Bartolomeo, così come altre aree della Città, è presidiata da un impianto di videosorveglianza comunale, in uso proprio alla Polizia locale, che all’epoca (nel 2014) venne installato proprio per garantire sicurezza ad alcune aree nevralgiche del territorio. Quelli che allora vennero definiti “gli occhi sulla città”, sono ancora aperti?

Allarme sociale? Il sindaco minimizza

Ma sulla vicenda di piazza San Bartolomeo si apre un’altra questione, relativa alla rete dei servizi sociali comunali. Possibile che non si riesce a dare un’alternativa ai ragazzi? Su questo, però, il sindaco ha minimizzato. «La questione dei servizi sociali – ha precisato il primo cittadino – è una questione seria della città. Ma non credo che in questo caso ci sia un problema sociale.  Piuttosto gli uffici (ed il sindaco si riferiva principalmente agli uffici di Polizia municipale) devono trovare gli strumenti per migliorare le condizioni di vita di ogni cittadino e di garantire a tutti il diritto di vivere la nostra città in sicurezza».

 

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Marco  Lefosse
Giornalista
Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra calabrese per Linea, il giornale di Fiamma Tricolore diretto da Pino Rauti, e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizio a muovere i passi nei quotidiani regionali. Il mio primo “contrattino” da collaboratore lo firmo con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 lascio il Quotidiano e accolgo con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia Cosentina di  Genevieve Makaping ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 arriva il primo vero contratto giornalistico con Calabria Ora. Un’esperienza bellissima che ha forgiato e ben temperato la mia penna. Con onore ho lavorato, ininterrottamente fino al fallimento di questo splendido progetto editoriale nel 2014, per raccontare sempre e a tutti i costi le verità della mia città e del territorio. Parallelamente all’esperienza di Calabria Ora, nel 2011, il neo Sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, mi vuole come consulente nello staff dei collaboratori di fiducia. Nel luglio  del 2013, insieme alla collega Giusj De Luca (oggi anche mia splendida compagna di vita), fondo la CMP Agency, una giovane realtà di consulenza per la comunicazione ed il marketing. E nel gennaio 2014 proprio alla CMP è affidato il servizio di Ufficio stampa e Comunicazione istituzionale del Comune di Rossano. Ad Ottobre dello stesso anno, come consulente, seguo la campagna elettorale regionale del candidato Giuseppe Graziano. Dal 2014, chiusa la lunga parentesi dell’informazione con Calabria Ora, insieme alla nuova realtà di CMP Agency mi occupo esclusivamente di comunicazione istituzionale/commerciale e di marketing. Da Aprile 2018 fa parte della meravigliosa famiglia di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese e della neonata Corigliano-Rossano terza città della Calabria.
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