Controlli sui depuratori, sequestrati impianti di tre comuni calabresi

La capitaneria di porto di Crotone ha posto i sigilli alle strutture di Botricello, Simeri Chichi e Isola Capo Rizzuto

di Redazione
29 novembre 2019
12:18
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Controlli della Capitaneria di porto di Crotone svolti su tutto il territorio della medesima provincia e di Catanzaro hanno portato, solo qualche giorno fa, al sequestro dell’impianto di depurazione acque reflue del comune di Botricello. Nel dettaglio, durante il sopralluogo veniva riscontrata la presenza di fanghi, sabbia e vaglio derivanti dal ciclo di depurazione i cui quantitativi superavano di gran lunga quelli consentiti dalla vigente normativa.

 

Di fatto, al fine di non incorrere nel reato di deposito incontrollato di rifiuti, il Testo Unico in materia Ambientale prescrive che questo materiale di “risulta”, a tutti gli effetti classificato quale rifiuto, possa essere stoccato all’interno dell’impianto ove è prodotto secondo limiti quantitativi e temporali ben definiti.

 

Proprio il superamento dei limiti quantitativi ha portato al sequestro dell’impianto in parola e al deferimento alla competente Autorità Giudiziaria del Legale Rappresentante della Società gestore.

 

L’accertamento dei giorni scorsi è solo l’ultimo di una serie di controlli lungo il territorio di giurisdizione della Capitaneria di porto che ha sequestrato, per lo stesso motivo, anche l’impianto di depurazione del comune di Isola Capo Rizzuto e del comune di Simeri Chichi.

 

Oltre al sequestro, pesanti sono state le sanzioni amministrative comminate ai responsabili della gestione dei singoli impianti, siano queste per l’assenza delle prescritte autorizzazioni allo scarico ovvero per la mancata/non idonea tenuta dei registri ove indicare le operazioni di conferimento dei rifiuti alle ditte autorizzate preposte al loro idoneo smaltimento.

 

La costante presenza sul territorio ha poi reso possibile l’individuazione di una discarica abusiva nel comune di Borgia ove veniva illecitamente stoccato materiale proveniente da scarti di lavorazione edile, ivi incluse lastre di eternit. Anche per quest’area è scattato il sequestro e sono in corso ulteriori accertamenti sulle responsabilità degli illeciti commessi.

 

I controlli  della Capitaneria di porto proseguiranno lungo il territorio di giurisdizione, sia in mare che a terra, a salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica.

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