Isola Dino, gli ambientalisti: «Visitate la Grotta azzurra con barche a remi»

L'uso dei motori provocherebbe effetti devastanti nel delicato sistema ambientale cavernicolo

di Francesca  Lagatta
venerdì 21 giugno 2019
18:24
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«Le barche che manovrano a remi all'interno della Grotta Azzurra costituiscono un esempio virtuoso da seguire per conservare e tutelare questi habitat particolarmente vulnerabili». È l'incipit di una lettera con cui l'associazione ambientalista Italia Nostra - sezione alto Tirreno cosentino, ha rivolto un appello ai potenziali visitatori della caratteristica Grotta Azzurra dell'Isola Dino, l'imponente costone roccioso che si erge nelle acque di Praia a Mare.

L’appello

«Prendano esempio da queste imbarcazioni - hanno scritto ancora gli ambientalisti - tutti quegli operatori che invece entrano nelle grotte dell'Isola Dino a motori accesi, infischiandosene altamente di danneggiare questo habitat che è anche la loro fonte di lavoro e guadagno. Così come se ne infischiano altamente quei funzionari e amministratori pubblici che non fanno il proprio dovere, cioè quello di far rispettare le misure di conservazione approvate dalla Regione Calabria, le quali hanno stabilito che il traffico marittimo di natanti e imbarcazioni a motore costituiscono una minaccia per l'habitat delle grotte».

Possibili effetti devastanti

Secondo quanto riferiscono gli ambientalisti, un inquinamento di origine esterna «potrebbe provocare effetti devastanti nel delicato equilibrio di un sistema come quello cavernicolo e sulla integrità dei suoi popolamenti». Invece, secondo gli stessi, nessuno farebbe niente. «È più importante mantenere buoni rapporti con questi signori che tutelare l'ambiente e le risorse del territorio, che sono il carburante verde di ogni buon turismo - scrivono in ultimo gli aderenti a Italia Nostra -. Ci appelliamo allora agli amici turisti che amano preservare e tutelare il bello, le nostre eccellenze ambientali come le grotte che sono anche e soprattutto loro. Visitate le grotte marine ma pretendete che si usino i remi per entrare. Preferite quegli operatori che rispettano le grotte dell'Isola e non utilizzano i motori per accedervi. Così facendo ci darete una mano a cercare di difendere e conservare questi habitat per noi e per le generazioni che verranno».

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
Lacnews24.it
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