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Cronaca

Peculato all’Asp di Catanzaro: ecco tutte le accuse per i singoli indagati

Le somme sottratte e la loro distrazione per finire nelle “tasche” degli impiegati dell’Azienda. Contestazioni pure per il direttore amministrativo dell’Asp

di G. B.
lunedì 17 luglio 2017
14:53
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L’Asp di Catanzaro
L’Asp di Catanzaro

Concorso in peculato. Questa l’accusa che viene mossa dalla Procura di Catanzaro a Giuseppe Romano (direttore del servizio informativo dell’Asp), Francesco Francavilla (direttore dell’Unità operativa gestione risorse economiche dell’Asp), Francesco Grillone (collaboratore amministrativo dell’Unità operativa, addetto alla gestione di spesa dell’Asp), Maurizio Rocca (dirigente medico dell’Azienda), Silvia Lanatà, Giuseppe Fazio, Dario Marino, Ieso Rocca (dipendenti addetti al servizio informativo aziendale), Caterina Simonetta (collaboratrice amministrativa dell’unità diretta da Francavilla), Francesco Papaleo (collaboratore amministrativo dell’Unità operativa gestione risorse umane), Damiano Congiusta (collaboratore di tale ultima Unità), si sarebbero appropriati della somma di 166.249,27 euro che sarebbero dovuti esser utilizzati per finalità proprie del progetto “Stop and Go” finanziato dalla Commissione Europea e rispettando i limiti di ogni singola destinazione di spesa. Le somme sarebbero state liquidate agli altri indagati su disposizione di Romano senza aver svolto effettiva attività lavorativa per la realizzazione del progetto. Francesco Francavilla avrebbe invece adottato gli atti istruttori relativi alle liquidazioni dei compensi elargiti nell’ambito del progetto, secondo le richieste avanzate da Romano, per sé e per tutti gli altri beneficiari, non contestando nessuna di tali richieste e non operando nessuna forma di controllo o di conguaglio sui rendiconti prodotti.

 

Francesco Grillone è accusato – quale incaricato dell’istruttoria degli atti amministrativi e contabili prodromici ai pagamenti del progetto, di aver materialmente predisposto e controfirmato gli ordinativi di pagamento dei compensi a carico del progetto “Stop and Go”, dissimulando i pagamenti effettuati alla direzione generale. Maurizio Rocca avrebbe invece coadiuvato Romano nella predisposizione delle documentazione sotto il profilo sanitario “rimanendo inerte nonostante gli venisse attribuito, con nota del direttore amministrativo dell’Azienda, il compito di vigilanza e coordinamento delle attività demandate all’Asp.

 

Silvia Lanatà, Giuseppe Fazio, Dario Marino, quali collaboratori di Giuseppe Romano, “in concorso quantomeno morale”, sono accusati di essersi prestati a “ricevere indebitamente compensi senza svolgere nessuna attività relativa al progetto, contribuendo alla redazione ex post della documentazione giustificativa delle liquidazioni ottenute”.

 

Ieso Rocca, stretto collaboratore di Romano, si sarebbe invece “adoperato con questi per individuare i soggetti da inserire nel progetto, occupandosi inoltre di fornire elementi idonei a giustificare a posteriori il fittizio apporto lavorativo di ciascun beneficiario”.

 

Caterina Simonetta, Francesco Papaleo, Damiano Congiusta, dipendenti dell’Azienda sanitaria di Catanzaro, sono infine accusati di essersi prestati a ricevere indebitamente compensi senza svolgere nessuna attività relativa al progetto.

 

Le somme contestate

Con tali condotte, gli indagati si sarebbero appropriati delle seguenti somme: Giuseppe Romano 68.309,90 euro; Maurizio Rocca 18.567,37 euro; Silvia Lanatà 13.979,18 euro; Giuseppe Fazio 13.979,18 euro; Dario Marino 13.979,18 euro; Ieso Rocca 13.979,18 euro; Francesco Grillone 6.773,89 euro; Francesco Papaleo 1.225,30 euro; Caterina Simonetta 1.323,73 euro; Francesco Francavilla 13.553,31 euro; Damiano Congiusta 579,05 euro.

 

In totale, la somma contestata è pari a 166.249,27 euro “senza aver compiuto – sostiene l’accusa – nessuna attività nell’ambito del progetto Stop and Go”.

 

Tali presunte condotte delittuose si sarebbero consumate a Catanzaro dal settembre 2014 al marzo 2016.

 

Giuseppe Romano e Francesco Francavilla sono poi accusati di aver distratto la somma di 121.725,00 euro che sarebbe dovuta essere utilizzata per finalità proprie del progetto.

 

Giuseppe Pugliese è infine accusato di favoreggiamento personale poiché, in qualità di direttore amministrativo dell’Asp di Catanzaro, dopo aver appreso la commissione dei fatti appropriativi, avrebbe aiutato gli indagati – ed in primo luogo Giuseppe Romano e Francesco Francavilla – ad eludere le investigazioni e ad impedire l’attività di ricerca della prova. Il direttore amministrativo dell’Asp è quindi accusato di aver dissuaso i vertici dell’Asp a presentare denuncia, indicando a Francavilla di “sistemare le carte”, ossia di creare “documentazione ad hoc dalla quale far risultare il lavoro fittiziamente svolto e la relativa rendicontazione.

 

G.B.

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G. B.
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.

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