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Cronaca

Terremoto all’Asp di Catanzaro, i viaggi in Italia e all’estero con i soldi pubblici

Una volta ottenuta l’anticipazione per un progetto europeo denominato “STOPandGO” per un ammontare di 300 mila euro anziché perseguire gli obiettivi prefissati gli indagati avrebbero 'sperperato' i soldi pubblici

di M. S.
lunedì 17 luglio 2017
11:46
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La conferenza a Catanzaro
La conferenza a Catanzaro

Le complesse e articolate attività investigative che hanno portato all’esecuzione di 9 misure cautelari a carico di dirigenti e funzionari Asp hanno consentito di accertare l’indebita appropriazione nonché la distrazione di fondi, di matrice comunitaria, concessi alla locale Asp per la partecipazione al progetto denominato “STOPandGO”, acronimo di “Sustainable technology for older people – get organised”, che ha coinvolto diversi partner europei.

 

Il progetto “STOPandGO”

Obiettivo primario di tale progettualità, co-finanziata dalla commissione europea nel 2013 per oltre 760 mila euro, è quello di definire un modello europeo di riferimento di bando di gara per migliorare il sistema di forniture pubbliche di beni e servizi socio-sanitari a beneficio della popolazione anziana, anche mediante approvvigionamento di servizi potenziati dalla telemedicina e dalla domotica, vale a dire la possibilità di rendere disponibili sistemi domiciliari più tecnologici di sostegno sanitario e salvavita.

 

I finanziamenti utilizzati a scopi personali

In realtà, a fronte di tali previsioni, è stata svolta solo un’attività minimale concretizzatasi esclusivamente in una consultazione di mercato ai fini esplorativi. Le indagini hanno consentito di accertare che i pubblici ufficiali indagati, coinvolti a vario titolo nell’attuazione dell’iniziativa, una volta ottenuta l’anticipazione finanziaria dall’istituzione europea, per un ammontare di oltre 300 mila euro, anziché perseguire gli obiettivi prefissati, hanno sperperato le citate provvidenze.


Nello specifico, i responsabili si sono indebitamente appropriati, nel corso di due anni (2014-2016), di oltre 166 mila euro, attraverso l’elargizione, a se stessi, di cospicui emolumenti per il fittizio apporto lavorativo fornito da ciascuno.


In particolare, Giuseppe Romano, 54 anni, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, responsabile unico nonché referente del progetto per l’Asp di Catanzaro, travisando le finalità del progetto, ha reiteratamente richiesto, ed ottenuto, per se’ e per altri dieci indagati, la liquidazione di ingenti indennità “fuori busta paga”, illecitamente spesate con denaro proveniente dai citati fondi europei, predisponendo la documentazione connessa a tali erogazioni illecite con il concorso di Rocca Ieso, di anni 49, anch’egli colpito dalla medesima ordinanza restrittiva.

 

Le trasferte con i soldi pubblici

Lo stesso dirigente, peraltro, si è appropriato di ulteriori 13 mila euro circa a titolo di rimborsi spese per svariate trasferte, sia in Italia che all’estero, mediante la predisposizione di specifici giustificativi di spesa falsi ovvero alterati nel loro contenuto. Esemplificativo delle condotte delittuose perfezionate e’ il caso di una trasferta in Spagna, effettuata dallo stesso dirigente responsabile, allorquando, nel portare al seguito il proprio nucleo familiare, ha addebitato i relativi costi a carico del finanziamento progettuale.


Inoltre, il medesimo Romano, con il concorso di Francavilla Francesco, di anni 60, interdetto dai pubblici uffici, ha distratto ulteriori 122 mila euro circa per stipulare un protocollo operativo nei confronti di un altro partner nazionale del progetto stopandgo, gia’ destinatario, per la stessa funzione, di specifici stanziamenti.

 

Il ruolo di Giuseppe Pugliese

Il perfezionamento delle condotte illecite è stato reso possibile grazie anche al favoreggiamento posto in essere da Pugliese Giuseppe, di 49 anni, dirigente amministrativo dell’azienda sanitaria, colpito da interdizione dai pubblici uffici, il quale, da un lato, si e’ speso affinche’ la dirigenza aziendale non denunciasse la vicenda all’autorita’ giudiziaria, dall’altro, ha fornito indicazioni ai responsabili sulle modalita’ di predisposizione della documentazione giustificativa idonea a eludere i controlli.

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