‘Ndrangheta stragista, il procuratore aggiunto Lombardo punta sul comitato d’affari fatto di mafia, massoneria deviata e pezzi dello Stato. Ed emerge il ruolo dei calabresi per risolvere problemi giudiziari
Al via la requisitoria del processo “’Ndrangheta stragista”. A ricostruire tutti i passaggi venuti fuori dall’istruttoria dibattimentale il procuratore aggiunto Lombardo
Dieci arresti all’alba a Palermo. Intorno a due scarcerati eccellenti ruotava la riorganizzazione del mandamento. Tra i reati contestati: estorsione e furto
Le parole del collaboratore di giustizia calabrese Vittorio Foschini, nel corso del processo di appello sulla trattativa tra Stato e mafia: «A noi non conveniva toccare le Istituzioni. Il giudice è stato ammazzato per fare un favore ai corleonesi»
Colpita un'organizzazione criminale legata a Cosa nostra catanese, rappresentata dalla cosca Santapaola-Ercolano. L'ergastolano, prima di essere posto al 41 bis, gestiva i suoi affari dal penitenziario
VIDEO| Nell’ultima puntata di LaC Dossier si ripercorrono anche le origini storiche delle organizzazioni criminali. Ancora oggi i riti di affiliazione richiamano questo passato secolare avvolto dalla leggenda
Arrivano i risultati della perizia disposta dalla Dda: condizioni strutturali pessime, arma in cattivo stato. Per l'esperto non si può stabilire se quella fatta ritrovare dal pentito Avola sia stata utilizzata per uccidere il magistrato. Anche le cartucce risultate completamente difformi da quelle rinvenute sul luogo del delitto. L'inchiesta conta 18 indagati fa boss siciliani e calabresi
VIDEO | Parla il procuratore Lombardo: «Nel ’70 fu cavalcata la rivolta per avere peso politico. Essenziali le relazioni con la massoneria, ma si sbaglia a criminalizzare quella regolare». Stilettata a certa stampa: «La disinformazione aiuta le cosche». E sulla Lombardia: «Crimine-Infinito? Si sa tutto da 40 anni»
Francesco Colletti ha deciso di collaborare con la giustizia. Ad inizio dicembre una nuova indagine aveva fatto emergere i piani di riorganizzazione dei clan a Palermo
Il pentito Brusca ai pm di Palermo: «Me lo riferì Matteo Messina Denaro parlando di orologi». Dichiarazioni importanti anche per il processo in corso a Reggio Calabria dove Graviano è imputato
La deposizione di Pasquale Di Filippo sui rapporti con la politica: «In Sicilia un partito non sale se non votato dalla mafia». Giallo sul collaboratore Pulito: è irreperibile
A parte dei rapporti di Savalle, oggi raggiunto da provvedimento di sequestro beni, con il superlatitante è il medico affiliato delle Marcello Fondacaro che riferisce anche del progetto relativo alla realizzazione di un villaggio a Isola Capo Rizzuto
La deposizione del pentito cosentino Umile Arturi al processo sugli agguati ai carabinieri: «Erano tutti contrari. I corleonesi pensavano di comandare l’Italia»
Pino Scriva depone al processo per l’omicidio dei carabinieri: «Capii che Filippone poteva dormire sonni tranquilli. Il giudice disse: 'È amico di un mio amico di Reggio'». E aggiunge che l’imputato diede appoggio a diversi latitanti. La ‘ndrangheta? «Fui io a dire che si chiamava così»
Il pentito Palmeri nel corso del processo 'Ndrangheta stragista svela i tre incontri del boss di Alcamo con rappresentanti dei servizi: «Volevano destabilizzare lo Stato. Un medico presente proposte un attacco batteriologico». Milazzo mi ripeteva: «Sono pazzi»
‘Ndrangheta stragista, le rivelazioni del pentito Calvaruso: «Portavamo dei soldi a Binnu ma non decideva nulla. Anche Messina Denaro era un gradino più giù».
La rivelazione del pentito Tranchina al processo “’Ndrangheta stragista”: «Era la signora Vadalà». Emerge il viaggio in casa dei Piromalli e il voto per Forza Italia
Incidente per l'imputato del processo 'Ndrangheta stragista, che si presenta in udienza con evidenti difficoltà di parola dopo il pesante colpo alla mandibola
Condanne esemplari per imputati eccellenti. La Corte d'Assise di Palermo certifica l'esistenza del patto fra pezzi di Stato e Cosa nostra. Ecco i possibili riflessi anche nei processi in corso a Reggio Calabria
Il pentito in aula a Reggio Calabria: «Per molto tempo non sono stato uomo d'onore. Ero più libero di muovermi». E delinea la figura di Mariano Agate come tramite fra la mafia siciliana e quella calabrese
Simone Canale parla con i pm: «Penna mi rivelò che fu lui l'esecutore materiale». Il teste che lo indicò, però, fu ritenuto non attendibile. Ecco i dettagli a conoscenza del collaboratore