Nel quarto interrogatorio l’ex capo ultrà interista pentito racconta i rapporti con il rampollo del clan di Rosarno: «Appena arrivato gli davo 2mila euro al mese. Ci minacciò subito per farci capire il suo peso criminale»
Stessa istanza da Beretta, Ferdico e Lucci, vertici delle tifoserie di Inter e Milan: tutti puntano allo sconto della pena di un terzo. Il gip aveva scelto il giudizio immediato
L’ex capo ultrà pentito rivede le cifre dei guadagni legati alla gestione della Curva Nord: nei primi interrogatori aveva parlato di 6mila euro. Il racconto dell’incontro con Marotta
Il colpo di scena nei verbali di Beretta: lo «spocchioso calabrotto» di una delle intercettazioni simbolo dell’inchiesta Doppia Curva non era il rampollo del clan di Rosarno. L’ex capo ultrà pentito racconta le intromissioni della ’ndrangheta a San Siro ma i suoi ricordi sono vaghi: «Erano Mancuso o Morabito, uno dei due»
L’ultrà pentito racconta alla Dda la nascita del rapporto con il rampollo del clan di Rosarno. Il suo nome sarebbe stato suggerito da due amici a Ferdico, altro capo della curva con un passato da centravanti dilettante a Soriano. Lo scontro con gli Irriducibili per il primato nella Nord: «Mancuso, Morabito, De Stefano, loro conoscono tutti...»
I primi verbali dell’ex capo ultrà che ha ucciso il rampollo del clan di Rosarno: «Era un modo per fermare gli interessi di altre famiglie. Per me, lui e Ferdico guadagni di 5-6mila euro al mese»
Nel capannone intestato alla società di merchandising “We are Milano” spuntano anche mitragliette e carabine. In manette un 50enne accusato di aver ricevuto 40mila euro da Beretta e Bellocco per proteggere un imprenditore in Sardegna
Una lettera minatoria preoccupò il capo della tifoseria interista nel novembre 2023. Lui e i suoi soci cercarono invano di individuarne il mittente: «Mi hanno detto di tornarmene a casa». Le tensioni attorno allo stadio: «I clan di Limbadi, Africo e Platì cercavano di infiltrarsi»
Il rampollo del clan di Rosarno incontra i tifosi biancocelesti per discutere di un gemellaggio con gli interisti. Poi rivela a Ferdico la presenza «da 20 anni» del suo clan in una Capitale che «non è di nessuno»
Il capitano del Triplete sentito nell’inchiesta Doppia Curva: «Mi dissero che era un nuovo ragazzo della Nord». I trascorsi di Totò u Nanu da tifoso della Reggina («scassavo tutto») e l’intercettazione dopo la lettera anonima: «Mi chiamano gobbo perché sono juventino»
Nel mese di aprile 2024 il rampollo del clan respinge il tentativo di Giuseppe Calabrò, vicino alle cosche della Jonica, e gli suggerisce di puntare alla curva del Milan: «Vadano da un’altra parte…»
Il rampollo del clan e l’allora amico Beretta interpellati per proteggere due imprenditori. Un Rolex da 9mila euro suggella il patto. Gli investigatori ricostruiscono il percorso dei 40mila euro versati per difendere l’investimento
Le tappe dello scontro nella tifoseria nerazzurra. Il 23 luglio i calabresi minacciano il capo ultrà, poi decidono di eliminarlo e si mettono al lavoro per mettere le mani sul merchandising e aprire un nuovo negozio. Una spia però fa saltare tutto: gli inquirenti sanno chi è
Appuntamento in un ristorante per discutere dell’ingresso del rampollo della cosca di Rosarno nella curva dell’Inter. In tentativi di intromissione (respinti) di altri calabresi e lo scontro Caminiti-Boiocchi sui parcheggi: «Gli ho detto “mi devi ammazzare”, non ti do nulla»
Le intercettazioni del capo ultrà nella richiesta di misure cautelari: «Ho incontrato Barella per i biglietti della finale di Champions». La riunione di Materazzi con i tifosi per vendere la sua birra in esclusiva
Il rampollo del clan aveva scalato i gradoni della Nord in pochissimo tempo. Con lo stesso metodo di cui accusava gli africoti: «Entrano di sguincio e poi si mettono di piatto»
Nell’inchiesta della Dda di Milano le imposizioni della tifoseria ai manager. Ferdico presentò il rampollo del clan di Rosarno come un cugino di sua moglie
Antonio Bellocco era stato chiamato a Milano per favorire l'ascesa del nuovo capo ultras Beretta. Gli incontri e le strategie comuni prima dell'omicidio del rampollo del clan ansioso di entrare negli affari di San Siro: «Io distruggo tutto»
Gli inquirenti ricostruiscono la comparsa sulla scena del rampollo della cosca di Rosarno: «La sua presenza venne percepita come desiderio del leader Beretta di garantirsi protezione»
L’erede della cosca di Rosarno si sarebbe fatto avanti senza toni minatori dopo la morte di Vittorio Boiocchi. Al centro dei contrasti la spartizione degli introiti del merchandising e dei biglietti