Un calcio alla mafia con il progetto “Freed by football”

VIDEO | L'iniziativa vede la sinergia tra la federazione italiana giuoco calcio e il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, presieduto da Roberto Di Bella. Durerà sei mesi e vedrà il coinvolgimento di 23 giovani provenienti da famiglie mafiose e contesti di disagio sociale 

di A. P.
mercoledì 6 marzo 2019
14:51
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Reggio, la presentazione del progetto
Reggio, la presentazione del progetto

Un calcio alla mafia. Presentato il progetto “Freed by football” instituito tra il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, presieduto dal giudice Roberto Di Bella, e la federazione italiana giuoco calcio. Per sei mesi 23 ragazzi, in un età compresa tra i 15 e i 18 anni, avranno la possibilità di imparare la disciplina per un corretto inserimento nella società. Si tratta di minori stranieri non accompagnati, giovani cresciuti in famiglie mafiose e in contesti svantaggiati, alcuni dei quali sono sottoposti all’istituto della messa alla prova. «Con questa iniziativa- ha commentano il presidente Di Belli- i ragazzi possono trovare un’opportunità di riscatto, di disciplina e di socialità che gli permetterà, anche attraverso momenti ludici, di apprendere le tecniche di un o degli sport più belli e conosciuti».

 

Il percorso sportivo è gestito dal settore giovanile della Figc che i li condurrà sul tappeto di gioco per disputare la partita più importante ossia apprendere la cultura del fair play e il rispetto per gli altri.  L’iniziativa, moderata dal giornalista Maurizio Insardà, è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa svoltasi al Tribunale per i minorenni di Via Marsa. Nel dettaglio quattro di questi minori sono attualmente collocati presso la comunità minsteriale reggini e sono sottoposti alla “messa alla prova” per aver commesso reati in un contesto fortemente condizionato dalla criminalità organizzata; quattro poi, sono affidati ai servizi sociali perché sofferenti situazioni disagio sociali, tre gli stranieri non accompagnati affidati a tre diverse famiglie reggine ed infine, altri cinque sono in co-affido ai servizi sociali per essere cresciuti in contesti di “deprivazione socio-familiari” di cui tre collocati fuori regione e due residenti nel reggino. Venti saranno gli incontri organizzati e gestiti dai volontari del Tribunale minorile finalizzati alla diffusione e alla cultura del rispetto di regole e compagni. Sono previste durante il progetto alcune partite amichevoli, a scopo benefico, con le squadre formate nei licei della città. dell’associazione nazionale magistrati, di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Il Tribunale, all’esito del percorso, selezionerà due aziende che erogheranno due borse lavoro in favore dei ragazzi più meritevoli sotto l’aspetto comportamentale, e non sportivo, i quali avranno dimostrato di avere meglio recepito e interiorizzato i valori del progetto.

 

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