CALCIOMERCATO | Il “saluto” di Perez ed il Cosenza. E se cominciasse a segnare a raffica?

In carriera non ha mai segnato tanti gol ma quando lo ha fatto, soprattutto in passato, ha fatto sempre parlare di se. L’attaccante leccese “sfida” il tifo silano che ha contestato il suo arrivo

di Alessio Bompasso
17 gennaio 2018
15:57
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Calcio e politica. Politica e tifosi. Un legame che dagli anni ‘30 ad oggi resta indissolubile. D’altronde il mondo del pallone è in continuo cambiamento ma alla fine non cambia mai. Almeno nel filo che tiene insieme idee politiche e passione per una squadra.

 

Eppure si è provato ad eliminare ogni striscione inneggiante a pensieri di destra o di sinistra, a sentimenti che non ricordano proprio bei momenti dell'umanità. Eppure i segni continuano ad esistere. I simboli pure. Gli sfottò anche.

Da Paolo Di Canio a Leonardo Perez

Solo qualche mese fa quella vergognosa immagine di Anna Frank con la maglia della Roma. Idea poco felice di qualche (pseudo) tifoso laziale che ha fatto parlare (male) dell’Italia in giro per il mondo. Lazio che ha fatto da casa a Paolo Di Canio. L’uomo del saluto “romano. Quello con il  braccio destro teso, tanto per intenderci. Esultanza di chiara origine politica tornata alle cronache nelle ultime ore con l’arrivo in Calabria di Leonardo Perez. Professione attaccante, proveniente dall’Ascoli.

La condanna dell’Anpi ed il no dei tifosi cosentini

Lì dove già nel 2015 fu oggetto di aspre polemiche per quel gesto che lui spiegò non avere nessun significato nonostante ad ogni suo gol, con relativa esultanza, la curva notoriamente di destra dell’Ascoli rispondesse nella con la stessa “coreografia”.  Non proprio la stesse idee politiche della curva del Cosenza che già prima dell’annuncio ufficiale del centravanti leccese ha espresso in modo chiaro il proprio pensiero parlando di acquisto “poco gradito”. Eppure il Cosenza lo ha tesserato. In fondo conta il campo. Al di là dell’esultanza. Soprattutto se Perez cominciasse a segnare gol a raffica. I tifosi rossoblu lo perdonerebbero?

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Alessio Bompasso
Giornalista
Alessio Bompasso è nato il 2 agosto del 1983 a Vibo Valentia. Da “grande” sognava di fare il giornalista ed entrare nelle case dei calabresi per raccontare le notizie giornaliere. Il sogno si è trasformato in realtà, approdando a Rete Kalabria (ora LaC) nel 2008. Il suo appeal da “normal person” lo rende tra i più apprezzati anchorman calabresi. Non ama prendersi troppo sul serio, ma quando si parla di sport si trasforma in una “macchina da guerra” (questo è il suo soprannome nell’ambiente). Sorriso smagliante e ritmo tambureggiante, le sue armi principali. Cocciuto e puntiglioso, i suoi difetti. Calcio e pallavolo, i suoi punti di forza ( ha  praticato entrambe le discipline ma non è mai stato un fenomeno, da li la scelta, più azzeccata, di raccontare lo sport attraverso le colonne di un quotidiano o le immagini della Tv). Ama le statistiche e nei suoi articoli non disdegna di inserirle qua e là. Dal 2013 è corrispondente sportivo, dalla provincia di Vibo Valentia, per la “Gazzetta del Sud”. Ha avuto il pregio e l’onore di ricevere parecchi riconoscimenti in giro per la Calabria, ma, il suo premio più importante lo ritira ogni giorno, entrando, in punta di piedi, nelle case dei calabresi. Come sognava di fare da “grande”. Mail: bompasso@lactv.it
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