Cenerentola e Biancaneve diventano horror per svelare i nostri mostri

Debutta stasera la nuova stagione del progetto More al teatro Morelli di Cosenza. In scena The Black’s Tales Tour che deforma le fiabe per esorcizzare le paure che ognuno si porta dentro

di Redazione
mercoledì 6 dicembre 2017
14:56
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Un debutto atteso quello di stasera al teatro Morelli di Cosenza, dove si esibirà una delle interpreti più intense della nuova scena italiana in un personalissimo racconto underground su ciò che nessuno vorrebbe mai sentire dalle fiabe. È Licia Lanera di Fibre Parallele, con “The Black’s Tales Tour”, che inaugurerà la nuova stagione del progetto More, ideato e diretto da Scena Verticale, in partenariato con il Comune di Cosenza, la Regione Calabria e il ministero dei Beni culturali.

 

“The Black’s Tales Tour” è uno spettacolo in cui le icone delle fiabe piano piano si sgretolano, fino a diventare la realtà stessa, la più feroce, la più fallimentare. Una sorta di horror che vuole far paura per esorcizzare la paura stessa: quella di chi scrive, quella di chi vive.
Partendo da cinque fiabe classiche – la Sirenetta, Scarpette rosse, Biancaneve, La regina delle nevi e Cenerentola – spogliate della loro parte edulcorata e consolatoria tipica del mondo dei bambini e presentate in tutta la verità della loro versione autentica, Licia Lanera firma una scrittura originale che racconta incubi notturni e storie di insonnia, per parlare di alcune donne, delle loro ossessioni, delle loro manie, delle loro paure.

 


La presenza della musica originale, realizzata grazie alla collaborazione con il musicista pugliese Tommaso Qzerty Danisi, ipnotizza lo spettatore, accompagnandolo, per tutta la durata della performance, in una dimensione a metà tra l’onirico e il reale.
Il progetto The Black’s Tales Tour è nato dalla necessità di sperimentare il rapporto che si instaura tra voce, musica e gesto e del processo evolutivo che naturalmente ne consegue. Lo spettacolo rappresenta, infatti, un continuo work-in-progress attraverso cui si ha la possibilità di allontanarsi dall’idea originale, per poi farvi ritorno. Le fiabe sono l’archetipo, il pre-visto, il pre-detto; sono la letteratura genuina dei più profondi sentimenti umani; sono sempre vive e parlano dell’uomo di ieri, di oggi e di tutti i domani possibili.

 

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