I discepoli di Padre Pio, il sogno di Irene Gaeta e l’ospedale pediatrico

Centinaia i fedeli presenti a Drapia alla posa della prima pietra della Cittadella della salute intitolata al santo di Pietrelcina. Curerà i bambini malati di tumore

di Alessio Bompasso
lunedì 28 maggio 2018
19:54
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Centottantamila metri quadrati. Un’area grande quanto 30 campi di calcio regolamentari. Ma a Drapia, provincia di Vibo Valentia, questa volta lo sport non c’entra. Almeno non in questa storia. Che porta il nome ed il cognome di Irene Gaeta, ex stilista di alta moda, figlia spirituale di Padre Pio e fondatrice dei discepoli del Santo di Pietrelcina. A lei, abruzzese, quattordici anni fa Padre Pio sarebbe apparso per chiederle di realizzare «un santuario, un ospedale pediatrico, un centro di ricerca, un villaggio per i sofferenti». La zona indicata da Padre Pio, sconosciuta a Irene, venne subito riconosciuta dalla stessa quando, grazie a un amico calabrese, si trovò a visitarla: una pianura ricca di ulivi nel comune di Drapia. A pochi chilometri da Tropea. In provincia di Vibo Valentia. 

 

L’evento considerato miracoloso portò alla conseguente fondazione de “I discepoli di Padre Pio”, l’associazione che per anni ha portato avanti il progetto di realizzazione del grande complesso. Oggi la posa della prima pietra in contrada Vento. 

 

Il progetto

A Drapia nascerà un edificio dallo stile classicheggiante formato da un doppio porticato semi circolare che racchiuderà un doppio ciclo di scale al centro delle quali sarà posizionata una statua in bronzo di Padre Pio. Lo stabile centrale disporrà di un ampio locale di ricevimento, la cucina, la sala da pranzo, collegata ad un ampio terrazzo e poi 12 camere da letto, delle quali tre al piano terra ed altre nove al primo piano. Al piano terra, oltre alla Cappella con sagrestia, ci saranno: una sala meeting e tre ambulatori di visita.

 

Lacrime di gioia per il Santo di Pietrelcina

Centinaia i fedeli giunti da ogni angolo della regione presenti alla  cerimonia di presentazione del progetto curato dall’architetto Luciano Messina. nei loro occhi lacrime di speranza e gioia. Tra gli intervenuti, oltre ad Irene Gaeta, il vescovo Luigi Renzo, il sindaco di Drapia, Antonio Vita, ed il dirigente del ministero della Salute, Marcella Marletta.

 

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Alessio Bompasso
Giornalista
Alessio Bompasso è nato il 2 agosto del 1983 a Vibo Valentia. Da “grande” sognava di fare il giornalista ed entrare nelle case dei calabresi per raccontare le notizie giornaliere. Il sogno si è trasformato in realtà, approdando a Rete Kalabria (ora LaC) nel 2008. Il suo appeal da “normal person” lo rende tra i più apprezzati anchorman calabresi. Non ama prendersi troppo sul serio, ma quando si parla di sport si trasforma in una “macchina da guerra” (questo è il suo soprannome nell’ambiente). Sorriso smagliante e ritmo tambureggiante, le sue armi principali. Cocciuto e puntiglioso, i suoi difetti. Calcio e pallavolo, i suoi punti di forza ( ha  praticato entrambe le discipline ma non è mai stato un fenomeno, da li la scelta, più azzeccata, di raccontare lo sport attraverso le colonne di un quotidiano o le immagini della Tv). Ama le statistiche e nei suoi articoli non disdegna di inserirle qua e là. Dal 2013 è corrispondente sportivo, dalla provincia di Vibo Valentia, per la “Gazzetta del Sud”. Ha avuto il pregio e l’onore di ricevere parecchi riconoscimenti in giro per la Calabria, ma, il suo premio più importante lo ritira ogni giorno, entrando, in punta di piedi, nelle case dei calabresi. Come sognava di fare da “grande”. Mail: bompasso@lactv.it

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