Disagi e lunghe attese all'ospedale di Crotone - VIDEO

Tina De Raffaele, paziente oncologica, ci racconta la sua avventura al nosocomio pitagorico

di Giuseppe Laratta
giovedì 7 giugno 2018
14:17
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Lunghe attese e disagi: sono quelli che si registrano all'interno dell'ospedale di Crotone in un qualunque giorno. Abbiamo fatto un giro all'interno dell'ambulatorio per i prelievi e la situazione, alle ore 11 di oggi, era abbastanza complessa: erano stati serviti solo 45 utenti, mentre c'era chi aveva in mano il bigliettino numero 79, e aspettava dalle ore 7 di questa mattina, con una bimba – giustamente a digiuno – che aveva fame. Code su code che aumentano, anche perchè con i tagli decisi dall'ufficio del Commissario al rientro sanitario, i laboratori convenzionati fanno pagare i prelievi o altri tipi di esami.

 

È la denuncia di Tina De Raffale, malata oncologica crotonese, che ai nostri microfoni ha voluto esprimere questa situazione di disagio che, purtroppo, colpisce tanti malati. «Dovevo recarmi all'ambulatorio che mi segue da cinque anni per un follow-up – dichiara ai nostri microfoni – ma gli esami, su decisione del commissario Massimo Scura, sono tutti a pagamento. Sinceramente la possibilità di pagare questi esami non ce l'ho, tra l'altro sono esami che mi toccano di diritto poiché ho un'esenzione 1048, e li devo fare al momento poiché se dovessi andare a fare una visita dall'oncologo, mi servirebbero esami “freschi”, gli ultimi che ho fatto. In tutto questo, (oltre all'attesa da fare per effettuare l'esame all'ospedale n.d.r.) vorrei sapere quanto tempo passa per avere i risultati sia degli esami ematochimici, sia per quanto riguarda raggi o ecografie».

 

 

La questione posta dalla paziente si sofferma sul fatto che, qualora nessuno potesse avere la disponibilità di pagare per esami o prelievi in laboratori esterni al nosocomio, gli stessi presenti nell'ospedale sarebbero presi “di mira”, cosa che già avviene, come documentato.

Una richiesta di aiuto al commissario Scura da parte dei pazienti crotonesi, rappresentati in questo caso da Tina De Raffaele, al quale si chiede «la riapertura degli ambulatori privati convenzionati, poiché non possiamo aspettare che venga saldato il debito sanitario, e qui non si capisce se dobbiamo morire di malattia. Ci sta negando il diritto alla salute: se dovesse fare dei tagli, dovrebbe farli da un'altra parte. Noi malati oncologici, e tutti quelli che hanno bisogno di fare controlli di routine, non possiamo aspettare le decisioni di questo signore, anche perchè non abbiamo le possibilità per andare a curarci altrove».

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