Il reparto dialisi di Corigliano-Rossano un'oasi nel deserto della sanità calabrese

Un reparto che potrebbe essere calato nelle più evolute realtà ospedaliere europee. Così tanto organizzato da offrire da oltre 10 anni il servizio di dialisi vacanza

di Marco  Lefosse
5 settembre 2018
15:24
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Nella Sibaritide, dove i livelli essenziali di assistenza sanitaria sono ai minimi storici (leggi qui: Sanita, prestazioni non garantite nella Sibaritide: ecco le falle del decreto Scura), con meno di un posto letto ogni mille abitanti, e dove non esiste la sanità privata, sopravvivono ancora delle eccellenze. Tra queste sicuramente c’è l’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi dello Spoke di Corigliano-Rossano. Una piccola realtà sanitaria che si pone fuori dal contesto emergenziale generale, dove grazie ad un positivo management di Reparto si fa prevenzione e si garantiscono servizi eccellenti e all’avanguardia e dove, da circa un decennio, si effettua persino la dialisi vacanza destinata ai forestieri che scelgono il territorio dell’Alto Jonio come meta delle loro ferie.

 

Ad accompagnarci tra i reparti e i degenti è il direttore dell’Unità Operativa, Romano Musacchio, da poco meno di un anno alla guida di un reparto che per oltre due decenni è stato diretto da Teresa Chicchetti, oggi in pensione, nefrologa e deus ex machina di quella che con il tempo – dicevamo – è diventata una vera e propria eccellenza della sanità calabrese. Questo è un luogo di sofferenza dove la gente sa di dover vivere attaccata ad una macchina con la speranza di un trapianto. E non a caso, da sempre, oltrepassata la porta di questo Reparto, la regola dell’equipe medica e paramedica è: garantire massimo comfort agli utenti e far sì che i loro corpi rimangano quanto più integri per poter, appunto, coltivare quella speranza di vivere una vita nuova con un nuovo organo.

La dialisi a Corigliano-Rossano

Dialisi e Nefrologia nello Spoke di Corigliano-Rossano sembra un mondo a parte, che potrebbe essere perfettamente calato nelle più moderne realtà ospedaliere europee. E pensare che questo reparto, appena un anno fa, ha rischiato di essere soppresso e immolato sull’altare della razionalizzazione delle risorse. Così fortunatamente non è stato ed oggi, come ha spiegato il direttore Musacchio ai microfoni de La C News 24 «si sta avviando una lenta rigenerazione dell’unità operativa. Sono stati riaperti gli ambulatori per il follow-up per il trapianto renale e a breve sarà ripristinata anche l’attività chirurgia per il confezionamento degli accessi vascolari. Inoltre – ha annunciato Musacchio – a breve sarà attivato il nuovo ed innovativo impianto di trattamento in biosmosi». Insomma, piccoli grandi passi che mirano a riscattare l’immagine, non del tutto felice, della sanità in questo territorio. Certo, anche qui ci sono problemi gravi. Perlopiù legati alla carenza di posti letto. «Tant’è che il nostro obiettivo primario oggi – ha ribadito il Primario – è quello di garantire a tutti i cittadini di Corigliano-Rossano e del territorio affetti da patologie renali che hanno bisogno dell’accesso dialitico, di poter effettuare la terapia nel loro ospedale di riferimento e non essere costretti a spostarsi in altri centri della Regione». E in questo senso sta prendendo piede il progetto per l’attivazione di 4 nuovi reni artificiali da porre in ampliamento all’attuale servizio.

 

La dialisi vacanza

C’è un altro elemento a caratterizzare l’U.O. di Nefrologia e Dialisi dello Spoke Corigliano-Rossano: la Dialisi Vacanza, un progetto avviato circa 10 anni fa e che oggi pone la Sibaritide tra le mete privilegiate dei vacanzieri dialitici e delle loro famiglie. «Nei mesi di luglio e agosto 2018 sono stati 28 i pazienti da fuori regione – spiega il Capo Sala dell’U.O., Giuseppe Vitale - trattati nel nostro reparto in un terzo turno straordinario che ha visto impegnato a pieno regime tutto il personale medico e paramedico». Tra questi anche 4 cittadini tedeschi e uno belga.

Un booking turistico per la dialisi

Accedere alla dialisi vacanza è semplice. E per prenotarsi basta accedere ad un booking attivato proprio dalla direzione dell’unità operativa che consente ai pazienti di prenotarsi proprio come si fa alberghi, ristoranti e case vacanze. «Un metodo semplice, familiarizzante ed efficace – aggiunge Vitale – che ci permette da subito di entrare in empatia con i nostri ospiti».
Insomma, una realtà di riferimento, che nonostante le tante difficoltà continua a sopravvivere grazie anche e soprattutto al dinamismo del personale medico e paramedico e alla capacità progettuale che spesso manca negli ospedali calabresi.

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Marco  Lefosse
Giornalista

Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra...

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