Tumori in calo in Calabria ma ancora scarsa prevenzione

VIDEO | Nel 2018 sono state 10.350 le diagnosi di neoplasie, 100 in meno rispetto al 2017. Il dato emerge dal volume sui numeri del cancro in Italia realizzato dall’Associazione Italiana Oncologia Medica presentato all’università di Catanzaro

di Rossella  Galati
giovedì 14 marzo 2019
14:02
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Tumori in calo in Calabria. Nel 2018 sono state 10.350 le diagnosi di neoplasie, 100 in meno rispetto al 2017. Un dato  che emerge dal  volume sui numeri del cancro in Italia realizzato dall’Associazione Italiana Oncologia Medica presentato all’università di Catanzaro, nel corso di un incontro  coordinato dal presidente dell’ordine dei giornalisti della Calabria Giuseppe Soluri, che va analizzato secondo una diversa tendenza tra i generi. «Il calo si registra solo tra le donne con 300 casi totali in meno rispetto al 2017 – spiega Vito Barbieri, coordinatore Aiom Calabria e dirigente medico presso l’oncologia dell’azienda ospedaliera universitaria Mater Domini di Catanzaro -, nella popolazione maschile invece osserviamo un incremento complessivo di 200 diagnosi. Proprio a questi cittadini devono essere indirizzati gli sforzi più intensi per sensibilizzarli sul ruolo della prevenzione».

Programmi di screening

Il tumore più frequente in Calabria è quello del colon retto con 1550 nuovi casi nel 2018, seguono il cancro alla mammella con 1250 casi e alla prostata 1050. Nonostante però il lieve calo sulle neoplasie, i calabresi, che nel  46% dei casi sono sedentari, sembrano ignorare stili i vita sani e aderiscono poco ai programmi di screening. «Oltre il 40% delle diagnosi, più di 4100 ogni anno in Calabria, è evitabile seguendo uno stile di vita sano – sottolinea Barbieri – il 33,6% della popolazione è in sovrappeso, il 13% è obeso e il 23,7% fuma». Dai dati emerge inoltre che in Calabria solo il 34,6% delle donne ha effettuato la mammografia per la diagnosi precoce del tumore al seno, il 31% ha eseguito il Pap test per la diagnosi del tumore del collo dell’utero e solo il 24% dei calabresi si è sottoposto al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci per individuare in fase precoce il cancro del colon retto. L’incremento della mortalità può essere ricondotto anche alla scarsa adesione a questi esami: in regione nel 2015 sono stati 4487 i decessi attribuibili a tumori maligni, 62 in più rispetto al 2014. La neoplasia che ha fatto registrare il maggior numero di decessi è quella del polmone con 751 casi, seguita dal colon retto, 557, stomaco con 304 casi, mammella 294 e prostata 245.

Promuovere interventi di prevenzione

Dunque «in una fase in cui la sanità calabrese sta vivendo una profonda ristrutturazione – per il direttore generale del dipartimento  tutela della salute della Regione Calabria Antonio Belcastro- bisogna fare sempre di più per promuovere programmi di prevenzione». Fondamentale per impostare programmi di politica sanitaria adeguati è il monitoraggio dei dati epidemiologici, come ha avuto modo di evidenziare Antonella Sutera, responsabile servizio epidemiologia Asp Catanzaro. «Lo sviluppo del Registro Tumori regionale calabrese, di recente istituzione, sarà sicuramente avvantaggiato dall’esperienza degli operatori del Registro Tumori di Catanzaro che riveste il ruolo di pilota in ambito regionale. Sono accreditati anche quelli di Cosenza, Crotone e Reggio Calabria. Rimane da accreditare Vibo Valentia che è collegato a Catanzaro ma ha cominciato da pochissimo quindi bisogna lasciargli il tempo di fare esperienza sul campo».

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