Asp di Reggio, la Uil: «Tripodi e Mesiti “abusivi”»

Il sindacato ha indirizzato una lettera alla Procura e al nuovo commissario ad acta Cotticelli per chiedere la rimozione dei dirigenti. Nel mirino anche Massimo Scura

di Redazione
13 dicembre 2018
12:28
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L’Asp di Reggio Calabria
L’Asp di Reggio Calabria

«La dottoressa Elisabetta Tripodi e il dottor Pasquale Mesiti non possono più occupare le posizioni di vertice all’Asp di Reggio Calabria come direttori amministrativo e sanitario». Inizia così una lettera a firma di Nicola Simone, segretario territoriale della Uil di Reggio Calabria, indirizzata, tra gli altri, alla Dipartimento Salute della Regione Calabria, alla Procura della Repubblica del capoluogo e al nuovo commissario ad acta Saverio Cotticelli.


«In forza della legge L.R.19 marzo 2004, n. 11, art. 15 – spiega il documento -, essi erano già decaduti al momento della revoca dell’incarico di DG. del Dr Brancati, avvenuta con DPGR n. DPGR n. 58/2017, che li aveva nominati. Tuttavia, sono rimasti “incollati” alle poltrone per illecita “decisione” del licenziato ing. Scura, autonominato(si) soggetto attuatore dell’Asp, ed hanno continuato a percepire, indebitamente, i compensi economici».


Il sindacato invita il Dipartimento della Salute a «individuare un “funzionario” regionale o della stessa Azienda sanitaria provinciale, con comprovata esperienza e professionalità, per il compimento degli atti di ordinaria amministrazione, disponendo l’annullamento in autotutela dei provvedimenti nulli, per legge, per difetto assoluto di potere in capo alla triade Scura, Tripodi, Mesiti».


Secondo la Uil «né la d.ssa Tripodi né il Dr Mesiti hanno i titoli e requisiti, sia per le ragioni sopra dette, sia perché risultano indagati dalla Procura della Repubblica di Locri per il reati di abuso d’ufficio ed altro, commessi nell’esercizio delle funzioni conferite dal revocato D.G. Brancati. Inoltre, il Dr Mesiti risulta condannato con sentenza n 228/2016 della Corte dei Conti III^ di appello al risarcimento dei danni in favore dell’Azienda, e la d.ssa Tripodi è inconferibile, essendo stata candidata - non eletta - nel collegio uninominale Calabria 7 (Gioia Tauro) alla Camera dei deputati nelle ultime elezioni politiche».


Alla luce di quanto esposto, il sindacato ha invitato il Dirigente del dipartimento tutela della salute Regione Calabria a «intimare al Dr Mesiti e d.ssa Tripodi l’immediata cessazione delle funzioni abusivamente svolte e dare notizia alle Amministrazioni di appartenenza della ingiustificata assenza dal servizio degli stessi da Settembre a Dicembre 2018».


Il documento ha chiesto inoltre che «le forze di polizia (Guardia Finanza, Carabinieri, Polizia) dispongano un presidio fisso di pubblica sicurezza presso la sede della Direzione generale dell’Asp per impedire l’accesso abusivo ai locali della direzione strategica e porre fine alla presenza dei sigg.ri Elisabetta Tripodi, Pasquale Mesiti e Massimo Scura, ove ancora oggi si trattengono senza giustificazione».


E ancora si evidenziano le richieste: alla Corte dei Conti di «accertamenti di legge per danno erariale»; alla Procura della Repubblica del Tribunale di Reggio Calabria di «disporre il sequestro di tutti i provvedimenti emanati dalla triade abusiva dell’Asp Scura/Mesiti/Tripodi in quanto afflitti da illegalità per carenza di potere in capo agli stessi, e perseguire eventuali responsabilità penali»; al Prefetto di Reggio Calabria di «immediato ripristino della legalità, trasparenza, legittimità ed ordine pubblico nella gestione dell’Asp di Reggio Calabria»; all’Anac di «accertare ai sensi della delibera 883/2016 l’incompatibilità ed inconferibilità dei direttori amministrativo e sanitario».

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