I calabresi e le auto: manie, abitudini e curiosità... da Catanzaro

Ci sono dei consumi che sono la cartina al tornasole dell'economia di un territorio. Il mercato automobilistico è uno di questi. Tra le aziende più de luxe della regione, la Barletta motor service che si racconta attraverso la giovane figlia Elena 

di M LT
7 ottobre 2019
13:51
633 condivisioni

Che la Calabria sia una regione ricca molto più ricca di quanto tutti gli indicatori economici diano a vedere, è ormai cosa nota. Ci sono, nella nostra regione, delle merci, dei consumi, dei beni, la cui diffusione fotografa esattamente il quantum dei flussi monetari in transito nei conti correnti bancari dei calabresi: e, in certe occasioni, dicono più dello stato di salute effettivo di una città di tante analisi socioeconomiche. Il mercato automobilistico è uno di questi. E a tale proposito, il livello di professionalità.

 

Una mamma in officina

I numeri, la “potenza di fuoco” della catanzarese Barletta Motor Service rientrano in questa casistica. Un'auto-officina autorizzata Maserati, Mercedes, Bmw e Mini, che dall’estrema periferia catanzarese testimonia la vivacità economica della città e della regione. E che abbiamo conosciuto meglio grazie ad una bella chiacchierata con la giovanissima Elena - erede insieme alla sorella Giorgia - che alterna al mestiere di mamma quello, durissimo di responsabile di un car service che macina 8mila clienti l’anno. Elena, figlia e braccio destro del fondatore Franco, cui si deve l’intuizione, felice, di puntare sul segmento di mercato delle auto di lusso nel capoluogo, porta creatività, intuito e buon senso tutto femminile in un settore che conta pochissime colleghe donne, a livello nazionale.

 

La regione che investe

Sorridente, informale e frizzante, ci ha raccontato di una vita vissuta all'interno di un'officina, di essere nata tra motori e meccanici, di un amore e di una dedizione che si nutre di professionalità ed entusiasmo. Un entusiasmo che rimane intatto nel tempo, e che non è venuto meno neanche dopo anni e anni di officina. Oggi, forte delle migliaia e migliaia di clienti annui, tra car service, vendita e assistenza, le sorti della Barletta fotografano gusti, sogni, abitudini e stato dell’arte della Catanzaro che spende, che sceglie, che conta. Ma anche storie belle di piccoli risparmiatori che dopo una vita di sacrifici, riescono a comprare l'auto dei loro sogni.


Com'è cambiato il mercato dell'auto, in questi anni?
«I clienti oggi sono più consapevoli e più attenti. Un tempo, si guardava alla prestazione, al motore. Oggi, vogliono sapere cosa acquistano, vogliono la tecnologia, i servizi accessori. Ormai le auto fanno di tutto»…


Lei è giovanissima. Che tipo di approccio hanno i suoi coetanei?

«I ragazzi, per primi, hanno l’ossessione per l’hi-tech, guardano al lato smart, alle modanature, ed ovviamente, allo sprint. La loro è una propensione all’acquisto che passa anche per l'abbigliamento a firma dei grandi marchi, dei brand di lusso. sono i clienti più “fanatici”, con un’attenzione enorme alla personalizzazione. Si identificano al 100% con l’auto che acquistano, è una loro emanazione diretta».


Insomma, servite padri e figli…
«Sì. La nostra è un'azienda con un forte forte tasso di familiarizzazione. Alcuni clienti vengono dalla vecchia concessionaria, quella prima del restyling del 2008, che mio padre ha gestito per tanti anni».


E il mercato femminile?
«Le donne sono particolari. Hanno un forte bosogno di essere guidate, rassicurate. La maggiorn parte delle nostre clienti, sono clienti Mini. Sono attente ed esigenti, e vogliono sentirsi sicure. Al momento dell’acquisto, l’uomo pensa più allo sprint, alla velocità. La donna, vuole sicurezza, comfort e rassicurazioni. Insomma, deve fidarsi».


La fiducia conta, nel vostro settore…

«È preponderante. Noi nasciamo con come azienda familiare, e questo senso di familiarità l'abbiamo trasmessa a tutti i clienti, da 40 anni a questa parte. Molti di loro, sono diventati dei veri e propri amici. La fidelizzazione è tutto. Nel mercato dell’auto, nel car service, le sorti di un’azienda come la nostra passano dal calore umano, dall’umiltà, dall'onestà, dalla correttezza dalla disponibilità, e soprattutto dall’elasticità. Se il cliente ha bisogno, si rimane aperti anche un’ora in più».


L’azienda ha una storia importante. Come si è evoluta?

«In questi decenni, sono stati tanti, i cambiamenti. Abbiam aperto il nuovo salone nel 2008, alla vigilia drella grande crisi, ma ce l'abbiamo fatta. Chi ha l’auto, crisi o no, deve ripararla. E noi, siamo stati sempre qui. Siamo andati avanti: abbiamo trasmesso fiducia, perché l’impegno e la serietà erano tangibili. Siamo partiti in 10, ora siamo in 20, e possiamo, dobbiamo ancora crescere».


La Calabria che mercato ha?


«Catanzaro e Vibo Valentia sono ottime piazze per il mercato dell'auto, idem per Lamezia e Crotone. Reggio Calabria soffre un po' di più. C’è da dire che noi abbiamo clienti da tutta la regione. Abbiamo clienti affezionati al punto che non comprano l’auto che gli piace, se mio padre non dà l’ok. Lui conosce macchine persone, bisogni e prestazioni. Si fidano solo di quello che lui mi consiglia, perché - conoscendo perfettamente il cliente – riesce a proporgli esattamente ciò di cui ha bisogno».


E rispetto al mercato nazionale, come vi posizionate?

«La Calabria spesso è considerata un territorio marginale. Nelle grandi città ci sono colleghi che fanno molti più numeri, aziende molto più grandi della nostra. Ma del tutto prive del rapporto con il cliente. Tutto informatizzato, tutto improntato a grande rigore. Ripeto: qui, se c’è bisogno, si chiude un’ora dopo. Lì, sarebbe impensabile. Da noi, passa tutto dal rapporto umano, dalla fiducia. Lì, dal terminal di un computer. Noi il cliente lo rassicuriamo e lo tranquillizziamo. Ai suoi occhi, siamo persone vicine».


A lei piace il suo lavoro?

«Io sono innamorata di questo lavoro So che non sono molte le donne che si cimentano nel Car Service. Ma io sono nata in mezzo ai motori. E questa azienda per me è tutta la vita». 

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti:

M LT
Giornalista
Monica La Torre, padre calabrese e madre umbra, nasce a Tropea 50 anni fa. Nenache cinquenne, è costretta da un destino avverso ad emigrare in una ridente cittadina tra Assisi e Spoleto, nel regno di Don Matteo. Passa gli ultimi 46 anni a lamentarsi per questa sorte ria, senza riuscire a trovare una scusa valida per ri-trasferirsi. Di mestiere fa la nostalgica. Nei ritagli di tempo si è laureata, ha cambiato un numero imprecisato di lavori, ha imparato a memoria le uscite della Salerno Reggio Calabria, attraversato a nuoto lo stretto di Messina, rovinato la giovinezza con vent'anni di partita IVA. Senza merito alcuno, è circondata di persone belle, che ne sopportano il pianto greco da emigrata inconsolabile. E' malata di mare ed happy hour. Tutti sanno che convive con due vizi innominabili. Quella cosa con la quale non si mangia chiamata: ARTE, e quella cosa che in Calabria è meglio dimenticare, chiamata: NATURA. Crede che la bellezza salverà il mondo, ma non il suo, perché la rivoluzione delle coscienze avverrà 24 ore dopo il suo trasferimento "altrove". Non per questo, si incazza di meno con le "capre". Non ha avversione per il denaro: è il denaro che ne ha per lei.  
Lacnews24.it
X
guarda i nostri live stream
Guarda lo streaming live del nostro canale all newsGuarda lo streaming di LaC TvAscola LaC Radio