Intimidazioni a Torre Melissa, la comunità unita contro il malaffare -VIDEO

Importante partecipazione dei cittadini al consiglio comunale straordinario convocato per rispondere all'atto intimidatorio subito dall'amministrazione comunale, alla quale è stata incendiata una ruspa. Vicinanza anche da parte delle istituzioni, con tanti sindaci accorsi all'assise

di Giuseppe Laratta
mercoledì 18 luglio 2018
13:25
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Ha accolto l'invito fatto dall'amministrazione comunale, la comunità di Melissa, ferita da un vile gesto nella notte tra domenica e lunedì scorso: ignoti hanno dato alle fiamme un ruspa, di proprietà del Comune, e per rispondere a questo atto intimidatorio, è stato convocato un consiglio comunale straordinario e aperto. Sul sagrato della chiesa della Madonna del Carmelo, la cittadinanza ha partecipato all'assise, ribadendo la vicinanza all'amministrazione. Una solidarietà espressa direttamente dai tanti sindaci della provincia accorsi dai colleghi di Melissa, insieme al presidente della Provincia e primo cittadino del capoluogo Ugo Pugliese, come anche i sindacati, le forze sociali, e le forze di Polizia. Commosso per questa vicinanza, non solo istituzionale, il sindaco Gino Murgi che ha ringraziato i colleghi presenti, citandoli di persona, nonché i concittadini presenti: «per la vostra presenza così numerosa – ha affermato prendendo la parola – per l'attenzione che le forze dell'ordine stanno dedicando a questo atto, ma non solo, mi sento più tranquillo e sicuro. Proprio per questo, dobbiamo ancora di più risollevarci e ripartire in maniera determinata, perchè non possiamo perdere tempo, la nostra comunità ha bisogno di crescere; la nostra comunità è fatta di valori essenziali, come la pacifica esistenza, il rispetto delle regole, della legalità, l'ospitalità e l'accoglienza: noi siamo questi. E non possiamo, quindi, indietreggiare difronte a niente e nessuno».

 

«Ecco perchè sono determinato ad andare avanti più spedito possibile – continua Murgi - anche perchè mi rimane poco tempo da sindaco e quindi cerco di portare a termine gli impegni che ho preso. La nostra è una comunità di persone laboriose e oneste. Il grande maestro Seneca, quando scriveva al suo pupillo Lucilio, diceva che chiunque vuole essere felice nella vita deve fare in modo di porre l'onestà come valore assoluto. Questa comunità vuole porre come valore assoluto l'onestà perchè vuole essere felice, perchè – in una convivenza pacifica – vuole realizzare la propria vita. Ecco perchè ci sentiamo mortificati, offesi per questo gesto ignobile, perchè chi è convinto di vivere la vita non alla luce del sole, ma muovendosi di notte, penso che difficilmente riuscirà a realizzare e vivere felicemente la propria esistenza».

 

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