Politica in Calabria sparita dai radar perché non ha nulla da dire sul futuro

Scaramucce, liti interne, comunicati stampa e nient’altro. La fine tragicomica del Pd ha reso ancora più evidente la vacuità di un’intera classe dirigente, da destra a sinistra, che del domani non si occupa

di Enrico De Girolamo
venerdì 15 marzo 2019
12:21
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Aspettando le Europee: inebetiti e fissi
Aspettando le Europee: inebetiti e fissi

Che fine ha fatto la politica in Calabria? Sembra letteralmente sparita dai radar, volatilizzata, ridotta a un bisbiglio sommesso e ridondante.
Ma è solo un’impressione. Si è semplicemente inabissata nei percorsi carsici delle chiuse stanze, pronta a riapparire in superfice appena si faranno più incalzanti le prossime scadenze elettorali, prima le Europee e poi le Regionali.
Nonostante ciò, è un silenzio singolare quello che contraddistingue la cronaca degli ultimi mesi, che rivela la scarsissima qualità di una politica incapace di esprimere idee, progetti, visioni del futuro, ma concentrata solo sull’inseguimento di nomine, candidature e liste. Basti pensare che l’ultima fiammata è stata rappresentata, niente di meno che, dalle elezioni provinciali che sono solo una consultazione di secondo livello, dove se la cantano e se la suonano tra loro. Pensa tu.

 

In Calabria la politica non si spende per gli ideali. Né protesta per difenderli. Le uniche intemerate sono per replicare all’avversario di partito, alla maggioranza comunale, alla minoranza regionale. L’indignazione è riservata esclusivamente alle parole degli altri, alle nomine degli altri, alle leggi degli altri. Per tutto il resto c’è la retorica da comunicati stampa buona per ogni stagione.
Ambiente, trasporti, cultura, legalità, lavoro, turismo: tutte le cose intorno alle quali dovrebbe essere costruita un’idea di futuro in Calabria paiono non interessare ai politici di queste parti, che sfiorano questi argomenti solo per dare un minimo di spessore alla loro vacuità.

 

Nemmeno un "convintamente" rompe il silenzio

Ma in questi ultimi mesi, nemmeno le inutili schermaglie all’insegna del “quantunquamente” e del “convintamente” rompono il silenzio. A questa calma piatta ha contribuito senza dubbio la fine tragicomica del Pd, fino ad un anno fa partito di maggioranza che esprimeva il presidente della Regione, oggi invece commissariato e sterilizzato dal fallout radioattivo del post Renzi. Il coinvolgimento del governatore nell’inchiesta Lande desolate, con l’obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore, ha fatto il resto, spargendo sale su quello che restava dei democrat calabresi.

 

A destra la stessa storia

A destra, il silenzio è altrettanto assordante. Forza Italia ancora nicchia su Occhiuto Sì - Occhiuto No come candidato della Regione e si limita fare selfie di gruppo con la pettorina blu con su scritto “meno tasse, più lavoro”, geniale sintesi dell’ovvio sotto vuoto spinto. I leghisti, silenziati dal palpabile imbarazzo causato dalle parentele scomode del loro unico parlamentare, si limitano ad accoltellarsi a vicenda e ad affiggere i meme salviniani sulle proprie bacheche Facebook, evitando accuratamente di spiegarci cosa ci guadagna il Sud con i lumbard al governo.

 

Tante "stelle" che brillano poco

I Cinquestelle, invece, che di parlamentari in Calabria ne hanno addirittura 18 e potrebbero condizionare persino le sorti della Legislatura, non vanno oltre la funzione di cassa di risonanza alla Casaleggio associati guardandosi bene dall’esprimere posizioni originali e davvero contestualizzate, come avrebbero dovuto fare, ad esempio, quando è passato il condono edilizio per Ischia. Anche loro, tutti allineati e zitti, come sul regionalismo differenziato tanto caro alla Lega.

 

Aspettando le Europee senza leader

Tutti, ma proprio tutti, aspettano le Europee, diventate l’unico orizzonte temporale percepibile, tipo ci vediamo dopo il week end. Elezioni attese non certo per l’importanza storica di una consultazione da cui dipende la sopravvivenza stessa della Ue, con dovrà fare i conti con l’avanzata dei sovranisti, ma solo per contarsi e definire i nuovi equilibri di potere.
Di leader, poi, nemmeno l’ombra. Tanto che Oliverio, nonostante le sue grane, ancora giganteggia rispetto ai puffi che gli zompettano intorno. Ma è bastata la troupe delle Iene, che gli ha fatto la posta sotto casa per incalzarlo con domande sulla disastrata Sanità calabrese, per mandarlo nel pallone e fargli balbettare un confuso “Spegnete la televisione!”, rivolto a chi lo riprendeva ovviamente con una normale telecamera e non certo con un 50 pollici a Led.

 

Futuro? No, grazie 

Oggi, in tutto il mondo, centinaia di migliaia di studenti sono scesi in piazza per sollecitare risposte concrete da parte dei governi contro l’inquinamento e il riscaldamento globale che ci stanno portando inesorabilmente verso la sesta estinzione di massa che il pianeta abbia mai conosciuto. Solo in Italia sono 235 i raduni organizzati. Ma in Calabria neppure una parola da parte della politica, che forse neanche lo sa o forse, molto più probabilmente, sul futuro non ha niente da dire.

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