Rende, De Franco (IpR): «Il progetto dell’ospedale un pericoloso precedente»

Il segretario di Insieme per Rende attacca il sindaco Manna: «Perché la Regione Calabria dovrebbe approvare oggi lo stesso programma bocciato 3 anni fa?»

di Redazione
29 dicembre 2018
15:44
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«L’approvazione del progetto di ospedale privato da parte del Consiglio comunale di Rende, a mio avviso, è anti democratica, poco trasparente e illegittima». Così Gianfranco De Franco, segretario di Insieme per Rende, in un comunicato.

 

«La deroga – prosegue la nota - è un pericolosissimo precedente ed è la prima mai concessa a un privato nella lunga storia del Comune di Rende. Essa è basata sull’interesse pubblico dichiarato, senza dettagli esplicativi, da un funzionario comunale che ne è responsabile unitamente ai consiglieri comunali che hanno votato favorevolmente all’approvazione. A me sembra una grave anomalia e ritengo mio dovere segnalarla alle competenti autorità. Tale deroga, infatti, riguarda sia l’altezza di entrambi i due edifici, sia il volume (circa 25.000 metri cubi in più, senza contare il mancato conteggio di spropositati volumi tecnici), sia la variazione di destinazione d’uso dei suoli».

 

Il segretario incalza: «Per quanto riguarda la democrazia, la procedura adottata non ha consentito una discussione approfondita sul progetto presentato. Se fosse vero, come ha detto il sindaco in Consiglio comunale, che il progetto è identico a quello di 3 anni fa, Manna si dovrebbe chiedere per quale motivo la Regione Calabria dovrebbe approvare oggi lo stesso progetto bocciato 3 anni fa. Il gruppo iGreco, invece, si dovrebbe chiedere se tutto questo non fosse solo una “trovata” di Manna che non sia finalizzata ad altro se non a promesse elettorali. Probabilmente vane. Il gruppo iGreco rischia di trovarsi col “culo rotto e senza cerasi».

 

«La mancanza di trasparenza – continua il comunicato - è certificata dal fatto dell’impossibilità di visionare gli atti. I consiglieri di minoranza (De Rango, Scola, Beltrano, Petrassi, De Rose) hanno chiesto il rinvio per esaminarli. Un diritto che la maggioranza non ha concesso confermando un metodo molto usato dall’amministrazione guidata da Marcello Manna: meno carte ci sono in giro, meglio è. Rinvio, d’altra parte, chiesto anche dall’intero gruppo consiliare di Rende Centro Destra che non ha partecipato alla seduta in segno di protesta».

 

Secondo De Franco «l’immoralità, infine, è insita nella deroga. Non vorrei essere pretenzioso citando l’illustre professore torinese Marcello Gallo che in un’alta discettazione sulla “moralitè” si chiede quali siano “i confini dell’eccezione, della deroga?”. La sua risposta a questo interrogativo è che “i confini del principio vanno castamente osservati”, altrimenti “è confusione caotica, rinuncia alla ragion d’essere dell’imperativo giuridico”.

 

«Noi socialisti – conclude - certo che vogliamo che i privati investano a Rende. Lo abbiamo voluto da 60 anni. Noi, se gli elettori di Rende ci concederanno a maggio 2019 la loro fiducia, attiveremo norme per attrarre gli investimenti privati. Le norme, però, saranno uguali per tutti i privati. Non faremo né deroghe, né eccezioni. L’amministrazione che immaginiamo sarà trasparente e democratica e agirà nella massima legalità e, quindi, applicherà i principi della “moralitè” tanto cari al professore Gallo».

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