La calda estate di Enzo Bruno che rischia di arrivare indebolito alle elezioni regionali

Il presidente della Provincia di Catanzaro contava di restare alla guida dell’ente il più a lungo possibile ma la decisione del Governo di anticipare al 31 ottobre il rinnovo degli organismi rovina i suoi piani, costringendolo ad abbandonare una postazione che gli dà molta visibilità e gli assicura il supporto di uno staff fortemente politicizzato. In suo aiuto potrebbe arrivare il governatore Mario Oliverio

di Enrico De Girolamo
martedì 7 agosto 2018
12:14
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Enzo Bruno
Enzo Bruno

È un’estate piena di grattacapi per il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, che continua a sfogliare compulsivamente il calendario per capire come arrivare ai prossimi appuntamenti elettorali senza subire depotenziamenti. La decisione del Governo di anticipare al 31 ottobre le elezioni alla Provincia, infatti, rovina i piani di Bruno, che contava di restare in sella il più a lungo possibile, sfruttando la tempistica un po’ confusa che caratterizza il rinnovo delle Province “a metà” frutto dall’incompleta riforma Delrio.

 

Lasciare prima del previsto la poltrona di presidente dell’Amministrazione provinciale significherebbe innanzitutto il venir meno della struttura fortemente politicizzata che oggi lo affianca negli uffici del Palazzo di vetro.

 

Nel suo staff personale, infatti, figurano tra gli altri: Giuseppe Tomasello, ex responsabile organizzativo del Pd di Catanzaro e due volte candidato come consigliere al Comune; Tonino Barberio, avvocato, già segretario cittadino del Pd di Lamezia; Rosario Bressi, attivista del Pd vicino a Legacoop; Antonio Iamello, dirigente della Federazione provinciale del partito e segretario cittadino di Vellefiorita; Antonio Voci, dirigente del Pd di Montepaone.

 

Un “sciogliete le righe” troppo anticipato rispetto alle elezioni regionali del 2019 indebolirebbe Bruno, che dovrebbe rinunciare anche alla presidenza della sezione calabrese dell’Unione delle Province italiane (Upi), e si ritroverebbe senza una postazione visibile dalla quale muovere verso la Regione e privo di una segreteria elettorale già stipendiata.

 

Senza contare che il Pd di Catanzaro al momento appare più malconcio che altrove, a causa dello scarso appeal sugli iscritti del segretario provinciale Gianluca Cuda, pupillo di Bruno e fino ad aprile anche lui nello staff della Provincia, che a fronte dei numeri bulgari con cui fu eletto alla guida del partito, deve fare i conti con un dissenso interno sempre più caustico e logorante.

 

In aiuto del presidente della Provincia potrebbe però arrivare il governatore Mario Oliverio, con il quale negli ultimi tempi i rapporti sembrano essersi notevolmente rafforzati, proprio in vista dei reciproci obiettivi elettorali. Una possibile candidatura per Palazzo Campanella, offerta e sostenuta dal governatore, non è affatto esclusa, ma in alternativa potrebbe arrivare una nomina di prestigio nella galassia degli enti e delle aziende regionali.
Insomma, se il Pd di Catanzaro ribolle non è certo colpa della calura estiva.


Enrico De Girolamo

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