Il Pd di Vibo diffida i sei consiglieri “traditori”: «Non ci rappresentate»

Il gruppo democrat guidato da Giovanni Russo sarebbe in piena trattativa per offrire un salvagente al sindaco Elio Costa sempre in cerca di una maggioranza che possa puntellare la sua amministrazione. Intanto un altro assessore lascia: è il 15° a dimettersi

di Redazione
17 dicembre 2018
16:51
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Arriva la diffida formale ad assumere iniziative in nome e per conto del Partito democratico, e ad utilizzarne il simbolo, a carico dei sei consiglieri comunali di Vibo Valentia resisi protagonisti - in occasione delle ultime elezioni provinciali - del sostegno alla coalizione di centrodestra che ha eletto l’attuale presidente della Provincia Salvatore Solano a discapito del candidato ufficiale dei democrat Antonino Schinella.

 

A vergarla, indirizzandola al “Gruppo consiliare del Partito democratico” e al segretario generale del Comune di Vibo, proprio in concomitanza con il consiglio comunale di questa mattina, è il segretario provinciale del Pd Enzo Insardà. I sei consiglieri - Giovanni Russo (capogruppo), Pasquale Contartese, Giuseppe Cutrullà, Stefania Ursida (presidente del Consiglio facente funzione), Antonia Massaria e Antonino Roschetti -, la cui posizione è attualmente al vaglio della commissione di garanzia del partito guidata da Sergio Rizzo, sono caldamente invitati, anche sulla scorta del «pronunciamento unanime della direzione provinciale del partito» ad «astenersi dall’assumere iniziative in nome e per conto del Pd e dall’utilizzare il simbolo, fino a nuove eventuali e successive determinazioni e comunicazioni. Pertanto - conclude Insardà - qualunque decisione assunta o determinazione politica è da ritenersi estranea a questa Federazione ed al partito medesimo».

 

Sul piano procedurale scadrà tra pochi giorni il termine per la presentazione, da parte dei consiglieri comunali in questione, di eventuali controdeduzioni da presentare alla commissione di garanzia in relazione al procedimento cui sono stati sottoposti a partire dal 24 novembre, in seguito alla “segnalazione” partita dal circolo Pd di Arena, paese del sindaco e candidato alla Provincia Antonino Schinella. Un appello al quale gli interessati difficilmente risponderanno, avviandosi così all’espulsione dal partito come da regole statutarie. Del resto il gruppo, ormai di fatto “ex Pd”, sarebbe già in piena trattativa per offrire un salvagente ad un sindaco Costa sempre più in balia delle onde.

 

Oltre ai soliti problemi di maggioranza traballante, oggi ha gettato la spugna l’ennesimo assessore. Si tratta di Giuseppe Macrì, titolare della delega al Bilancio dal luglio 2018 in seguito alle dimissioni di Laura Pugliese, che era a sua volta succeduta a Raffaella Imeneo. È il 15esimo assessore della Giunta Costa a lasciare la nave - volontariamente o perché indotto a farlo o, ancora, perché defenestrato - dall’inizio della consiliatura. Anche da ciò è scaturita la decisione di Costa di convocare una riunione con tutti i capigruppo per cercare una via d’uscita alla crisi. Nell’eventuale nuovo esecutivo che ne dovesse scaturire, potrebbero fare il loro ingresso uno o due esponenti indicati dai consiglieri Pd diffidati, gli stessi – è bene ricordarlo - che nei giorni scorsi hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti del medesimo primo cittadino.

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