Oliverio “elettrizzato” per la nuova ferrovia ionica

Tra volti entusiasti e sguardi dubbiosi si è svolta stamani la posa del primo palo elettrico sulla tratta Sibari-Crotone. Ma sul progetto emergono le perplessità del movimento Cinque stelle

di Marco  Lefosse
giovedì 30 agosto 2018
16:26
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Si è tenuta stamani nella stazione ferroviaria di Corigliano (di Corigliano-Rossano), da poco ristrutturata e tirata a lucido, la cerimonia di posa dei primi pali per l’elettrificazione del binario ionico Sibari-Crotone e per la sottoscrizione dell’Accordo quadro tra Rete ferroviaria italiana e Regione Calabria per la riprogrammazione delle capacità del traffico ferroviario.

Per come l’ha detta Oliverio, durante la manifestazione di stamani, lo Jonio in tema di mobilità chiuderà per sempre i suoi conti con il passato, fatto di disagi, arretratezza e isolamento. Infatti, tra l’ormai prossima apertura dei cantieri per la realizzazione della nuova Statale 106 (Megalotto 3) Sibari-Roseto, l’elettrificazione della ferrovia e la possibilità anche di ritornare a puntare su un aeroporto commerciale nella Sibaritide, il Governatore – nella nomenclatura politica popolare – ha più che “detto la sua messa”. Tutto va bene e la Calabria Est presto sarà in Europa! Evviva!

Questo emergeva dal clima di festa - dove non sono mancate le bollicine - che si respirava stamani sul podio del cerimoniale e almeno fino alle seconde/terze file della pomposa area destinata alla presentazione. Tutt’altra aria si respirava nelle retrovie, dove erano assiepati, in un capannello promiscuo, consiglieri regionali, sindaci, rappresentanti di associazioni e movimenti assieme a deputati della Repubblica. Tutti con un’espressione tra lo speranzoso ed il titubante.

Ma per i cinque stelle è stata solo una parata spot

Già, perché mentre Oliverio, con la sua navigata verve oratoria, dipingeva un quadro idilliaco dove già i treni si vedevano sfrecciare sul binario antistante e le auto scorrere sul tappeto della nuova SS106, c’era chi faceva le pulci ad ogni parola del Presidente: la senatrice cinque stelle Silvana Abate. La portavoce grillina è convinta che quella odierna è stata una manifestazione spot e che di concreto non si vedrà nulla. Perché il progetto di avvio dei lavori di elettrificazione della linea ferrata ionica si limiterebbe solo ad una prima posa dei pali dell’elettrificazione mentre all’interno del piano di lavoro non ci sarebbe traccia della posa dei cavi elettrici, quelli essenziali per attivare i pantografi dei treni elettrici. Un dettaglio non di poco conto che la Abate ha evidenziato nelle settimane scorse all’assessore regionale alle infrastrutture Roberto Musmanno ma senza ricevere concreti riscontri.

Ci vorranno almeno cinque anni per vedere transitare un treno elettrico

È pur vero, però – così come ha ribadito anche ai microfoni di La C, il direttore generale di RFI, Maurizio Gentile – che i cavi elettrici, seppur importanti ed essenziali, sono l’ultimo dettaglio dell’opera. Il meno difficile. Insomma, lo Jonio potrà rimanere più o meno appeso letteralmente ad un filo se - e solo se – lo vorrà la politica. In qualunque caso, per vedere sfrecciare il primo treno a motrice elettrica sulla tratta ionica ci vorranno ancora degli anni. Almeno cinque, se tutto andrà bene, se non ci saranno intoppi e soprattutto se quel benedetto filo verrà montato.

Nel frattempo godiamoci i primi pali elettrici che già da oggi sono ben visibili sulla tratta che collega i due centri urbani della nuova città Corigliano-Rossano. Dando a Oliverio il merito di aver comunque avviato un lavoro che qui mai nessuno aveva avuto il coraggio di mettere in opera con l’onere di una promessa pesante, ribadita anche stamani, di portare da Sibari a Crotone e da li a Lamezia, passando per Catanzaro, il treno elettrico. Per il momento andiamo a vapore. Anzi no, su gomma. Atteso che il 90percento della mobilità nella Calabria Est, ad oggi e non si sa per quanto, si muove sulle ruote dei pullman.      

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Marco  Lefosse
Giornalista
Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra calabrese per Linea, il giornale di Fiamma Tricolore diretto da Pino Rauti, e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizio a muovere i passi nei quotidiani regionali. Il mio primo “contrattino” da collaboratore lo firmo con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 lascio il Quotidiano e accolgo con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia Cosentina di  Genevieve Makaping ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 arriva il primo vero contratto giornalistico con Calabria Ora. Un’esperienza bellissima che ha forgiato e ben temperato la mia penna. Con onore ho lavorato, ininterrottamente fino al fallimento di questo splendido progetto editoriale nel 2014, per raccontare sempre e a tutti i costi le verità della mia città e del territorio. Parallelamente all’esperienza di Calabria Ora, nel 2011, il neo Sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, mi vuole come consulente nello staff dei collaboratori di fiducia. Nel luglio  del 2013, insieme alla collega Giusj De Luca (oggi anche mia splendida compagna di vita), fondo la CMP Agency, una giovane realtà di consulenza per la comunicazione ed il marketing. E nel gennaio 2014 proprio alla CMP è affidato il servizio di Ufficio stampa e Comunicazione istituzionale del Comune di Rossano. Ad Ottobre dello stesso anno, come consulente, seguo la campagna elettorale regionale del candidato Giuseppe Graziano. Dal 2014, chiusa la lunga parentesi dell’informazione con Calabria Ora, insieme alla nuova realtà di CMP Agency mi occupo esclusivamente di comunicazione istituzionale/commerciale e di marketing. Da Aprile 2018 fa parte della meravigliosa famiglia di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese e della neonata Corigliano-Rossano terza città della Calabria.

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