Nocera Terinese, il sindaco va via e la maggioranza scrive al prefetto: «Accertare condizionamenti»

Nella lettera, firmata da tutti gli assessori e consiglieri comunali con in testa il vice sindaco, Franco Macchione, e il presidente del Consiglio, Antonio Albi, si ipotizzano pressioni esterne e interne all’amministrazione soprattutto in relazione ai settori dell’area Tecnica e Finanziaria

di Redazione
venerdì 31 agosto 2018
18:11
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La ormai ex maggioranza di Nocera Terinese, tre giorni prima che le dimissioni del sindaco Massimo Pandolfo diventassero irrevocabili, ha inviato una missiva molto delicata al Prefetto di Catanzaro e al Ministro degli Interni. Se non è una richiesta di un accesso antimafia poco ci manca. Nella lettera, firmata da tutti gli assessori e consiglieri comunali dell’amministrazione con in testa il vice sindaco, Franco Macchione, e il presidente del Consiglio comunale, Antonio Albi, si chiede al Ministro degli Interni e al Prefetto di Catanzaro di verificare e accertare eventuali pressioni interne ed esterne soprattutto in relazione ad alcuni delicati settori del comune come l’area Tecnica e Finanziaria.


In altre parole l’ex maggioranza non crede che il sindaco abbia gettato la spugna solo a causa di un disagio personale, ma parla di «potenti lobby legate alla gestione del territorio», e insinua il dubbio che il primo cittadino abbia taciuto su queste pressioni. Da qui la volontà di investire della questione il Prefetto e il Ministero degli Interni. Un risvolto, per certi versi clamoroso, che potrebbe portare in extrema ratio allo scioglimento del Comune.

 

Ecco il testo integrale della lettera

Premesso che, l’Amministrazione Comunale della quale facciamo parte ognuno nelle sue funzioni termina oggi il suo brevissimo percorso amministrativo senza aver potuto iniziare nemmeno il suo cammino, considerato che, siamo stati eletti il 10 giugno del 2018. Il Sindaco, Massimo Pandolfo, il 10 agosto ha ritenuto di rassegnare le dimissioni. Le motivazioni del Sindaco, racchiuse in una scarna missiva, sarebbero riconducibili ad un forte stato di stress psicologico che lo avrebbe colpito, in conseguenza  di una situazione generale di difficoltà dell’ente, sia per l’enorme dissesto finanziario nel quale versa il Comune di Nocera Terinese, sia per  la totale indisponibilità a collaborare di alcune fondamentali figure della burocrazia comunale.

 

Rispettiamo il malessere del Sindaco sul piano umano. E condividiamo anche il giudizio sullo stato della burocrazia comunale, tuttavia, non condividiamo il gesto di abbandonare la guida dell’ente. Anzi riteniamo che tale scelta sia un atto di irresponsabilità nei confronti di tutta la comunità. Abbiamo fatto di tutto per fare cambiare idea al nostro primo cittadino,  offrendogli anche diverse proposte per poter proseguire  la legislatura e contemporaneamente metterlo nelle condizioni psicologiche di recupero psico-fisico. Il Sindaco, tuttavia,  ha ritenuto di declinare le proposte che sono arrivate. Ci auguriamo che le motivazioni che il Sindaco ha addotto per giustificare le proprie dimissioni siano reali e che,  lo stesso,  non abbia subito pressioni e influenze di nessun tipo, anche perché,  siamo consapevoli che,  sia l’istituzione,  che il territorio,  da anni,  a causa di potenti lobby legati alla gestione dei corposi interessi del territorio, rendono instabile i governi dell’ente.

 

Se il Sindaco avesse taciuto eventuali pressioni del genere,  la gravità del suo atto sarebbe molto più pesante.

 

Fatta questa premessa, dunque, riteniamo doveroso indirizzare questa missiva a S. E. Il Prefetto di Catanzaro perché a nostro avviso è indispensabile e non più rinviabile una verifica radicale sullo stato di tenuta e sulla salubrità dell’istituzione comunale. Appena insediati avevamo proposto al Sindaco un provvedimento di rotazione dei responsabili delle Aree, inamovibili da 20 anni. Ritenevamo che, un atto del genere potesse essere un segnale di trasparenza e, parallelamente, avrebbe potuto spezzare aderenze e inquinamenti che si percepiscono a naso. Il Sindaco non ha ritenuto di adottare un tale provvedimento oppure non ne ha avuto il tempo. La maggioranza consiliare, nel formulare la proposta,  partiva da una riflessione molto semplice: se sull’enorme dissesto ci sono indubbiamente oggettive responsabilità politiche, è assolutamente evidente che, da tali responsabilità,  non siano immuni coloro che hanno ricoperto ruoli nella struttura apicale della burocrazia. Inoltre,  nel comune e nel territorio vige uno stato di illegalità diffusa, soprattutto relativamente all’urbanistica e l’assoluta mancanza di controlli. E non possiamo omettere di evidenziare che, proprio sull’affidamento della responsabilità dell’area tecnica, in questi 60 giorni si sia consumata la maggiore fibrillazione e resistenza interna ed esterna. Proprio il giorno prima delle dimissioni del Sindaco, infatti,  avevamo trovato la soluzione politica e amministrativa della direzione dell’ufficio tecnico. Sarà un caso che proprio il giorno dopo e,  alla vigilia di un cambio storico nell’assetto dell’ufficio tecnico,  siano arrivate improvvise le dimissioni? Sappiamo che il Sindaco Massimo Pandolfo è una persona perbene. E tuttavia conosciamo troppo bene questo territorio per credere che, la sua rinuncia  sia riconducibile ad un semplice malessere psico-fisico.

 

Il precedente responsabile dell’ufficio tecnico si era messo in malattia pochi giorni dopo l’insediamento del nuovo Sindaco. Mentre lo storico dirigente dell’ufficio Tecnico con una lettera aveva comunicato al Sindaco di trovarsi nelle condizioni di incompatibilità finanche a ricoprire il ruolo di RUP,  perché sotto processo per presunti reati inerenti alla funzione di responsabile dell’ufficio stesso. Stessa situazione si è verificata nell’area finanziaria.

 

A voler essere generosi tali atteggiamenti ci sono apparsi come pressioni per mantenere lo status. Bloccare la macchina amministrativa per far “comprendere” alla nuova amministrazione che senza l’apporto delle inossidabili  figure amministrative nessuno governa. Altra anomalia riguarda OSL relativa  al dissesto finanziario retto dalla dottoressa Colacione e assistita dal dott. Calende della Prefettura, avevamo evidenziato al Sindaco che la linea tenuta da coloro che reggono l’organismo, ad avviso della maggioranza,  finirà per produrre un macro contenzioso più pesante del dissesto stesso. Contenzioso di cui le conseguenze ricadranno sul comune e sui noceresi. Inoltre, ad oggi, non si comprende la lentezza nella definizione della massa passiva a ormai due anni dall’insediamento dell’organismo. Tra l’altro, nel corso di questi due mesi abbiamo rilevato un’influenza  poco ortodossa di Calende e Colacione nelle politiche amministrative e nelle prerogative del riassestamento del personale. Intromissioni e pressioni che sono state riferite dal Sindaco nel corso di riunioni di maggioranza in relazione alla riorganizzazione del personale comunale. Alla luce di quanto contenuto in questa missiva riteniamo che sia necessaria che S.E. il Prefetto compia una puntuale verifica su tali aspetti. Come riteniamo che la Prefettura verifichi influenze e pressioni esterne nei confronti degli uffici e dei loro responsabili.

Con rammarico il nostro lavoro amministrativo termine qua, siamo assolutamente consapevoli che qualcosa e qualcuno abbia impedito a questa amministrazione di assolvere al proprio mandato. Ciò rappresenta un vulnus alla democrazia rappresentativa che, perlomeno, va accertato e verificato.

    

Rimaniamo comunque  a disposizione della S.V. per qualsiasi altra delucidazione non ben evidenziata in questa missiva.

 

Nocera Terinese, li 29 agosto 2018

In Fede

Franco Macchione Vice Sindaco

Antonio Albi - Presidente del Consiglio Comunale

Giovanna Puteri - Assessore

Patrizia Vaccaro - Assessore

Domenico Motta - Assessore

Giuliano Trunzo - consigliere comunale

Salvatore Grandinetti - consigliere comunale

Walter Grandinetti - consigliere comunale

 

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