Magistratura onoraria, Scutellà (M5s): «A lavoro per riportare dignità a questi giudici»

Durante il question time di ieri alla Camera, la portavoce pentastellata ha interrogato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede

di Redazione
giovedì 14 marzo 2019
10:29
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La Magistratura onoraria è un pilastro della giustizia italiana, a cui da troppo tempo non viene riconosciuto il giusto ruolo né un trattamento commisurato al carico di lavoro svolto. Grazie al contratto di Governo cambieremo una normativa inadeguata che mortifica una parte dello Stato che svolge un ruolo chiave nel diritto alla Giustizia ma, purtroppo, senza dignità. 

E’ quanto ha dichiarato il portavoce del Movimento 5 stelle alla Camera dei Deputati, Elisa Scutellà, interrogando il Ministro alla Giustizia, Alfonso Bonafede, durante il question Time della seduta di ieri (mercoledì 13 marzo), sul tema della Magistratura onoraria.

«Ho ritenuto necessario - ha dichiarato la Deputata - chiedere al Ministro gli intendimenti e le misure che intende adottare per intervenire sulle evidenti criticità della riforma Orlando. La magistratura onoraria è un pilastro della giustizia italiana, a cui da troppo tempo non viene riconosciuto il giusto ruolo né un trattamento commisurato al carico di lavoro svolto».

«Normativa attualmente inadeguata»

È forte il sostegno della Scutellà a favore di misure urgenti che modifichino «una normativa attualmente inadeguata e mortificatrice che, come da contratto di Governo, intendiamo modificare. Nelle parole del Ministro – prosegue la portavoce 5 Stelle – trova conferma l’impegno del Governo, che ha già iniziato un percorso di modifica della riforma in conformità alle proposte ed esigenze di intervento avanzate, al fine di superare un regime ingiustamente “livellante ed indifferenziato”. Non posso che ritenermi pienamente soddisfatta della risposta del Ministro - conclude la Scutellà - che riferisce di un “progetto di dignità” in itinere a cui i tecnici del Ministero già stanno lavorando per portare a compimento nel più breve tempo possibile gli interventi normativi più adeguati.  E’ nostro dovere – conclude - correggere ciò che mistifica e non riconosce la professionalità di una classe di magistrati essenziale per il buon funzionamento della nostra Giustizia».

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