Pd di Cosenza con Oliverio: «Graziano e Gagliardi avvelenano i pozzi»

Il dirigente di Amantea Enzo Giacco va in soccorso del governatore e stigmatizza le posizioni di chi all'interno del partito sollecita un profondo rinnovamento

di Francesca  Lagatta
4 giugno 2019
15:47
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A sinistra Stefano Graziano, a destra Mario Oliverio
A sinistra Stefano Graziano, a destra Mario Oliverio

«Trovo inopportuno il fatto che Luigi Gagliardi - assecondando di fatto le posizioni di chi in questi giorni “sta avvelenando i pozzi” - inventi improbabili linee dettate dal Commissario Regionale Stefano Graziano, allo scopo di fare lotta politica al presidente Oliverio per avvantaggiare i competitor che si trovano fuori dal Pd e dal centrosinistra calabrese». A pronunciare queste parole è stato il presidente del consiglio comunale di Amantea, Enzo Giacco, in veste di responsabile dell'organizzazione della federazione provinciale Pd Cosenza. Il motivo è da rintracciarsi nelle dichiarazioni del dirigente Luigi Gagliardi che proprio ieri aveva fatto sapere di offrire pieno sostegno alla linea dettata dal commissario regionale del Partito Democratico Stefano Graziano. «È il momento - aveva detto - di promuovere un cambiamento radicale da realizzare tramite un’alleanza civica guidata da un esponente in grado di incarnare il rinnovamento». Nelle sue parole molti hanno scorto l'intenzione di "bocciare" l'eventuale ricandidatura del presidente Mario Oliverio e tra i dirigenti calabresi del partito è scoppiato il caos.

«Sembra una resi dei conti»

«Il clima da resa dei conti cui alcuni ambiscono e che alimentano - ha detto ancora Giacco - rappresenta un corpo esterno alla normale dialettica che dovrebbe caratterizzare un partito, soprattutto se alle porte delle elezioni. Se ci sono altri candidati alla presidenza della Regione allora si facciano avanti. Il Pd ha gli strumenti democratici per consentire a più persone di proporre la propria candidatura. Oliverio ha riproposto la sua, rispettando lo Statuto del Pd, sulla base delle tante buone cose fatte in favore della Calabria e dei calabresi. I no senza proposte alternative sanno solo di vecchi rancori elevati a resa dei conti. Ed il Pd di Nicola Zingaretti non credo possa essere interessato a certe inutili speculazioni».

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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