Pd, Oliverio dà il benservito a Minniti. Richiesto ai circoli il sostegno per Zingaretti

L'ex Ministro degli interni presenta il suo libro a Cosenza. Il governatore e Nicola Adamo gli danno il benservito facendo circolare un documento di adesione alla candidatura di Nicola Zingaretti

di Pa. Mo.
24 novembre 2018
16:20
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Il benevenuto a Marco Minniti, in Calabria per la presentazione del suo libro, i big storici del PD calabrese lo danno facendo partire un documento da far sottoscrivere ai segretari circoli a sostegno della candidatura alle primarie di Nicola Zingaretti. Più che un benevenuto, dunque, appare un benservito. Mario Oliverio ancora fa finta di essere defilato, ma i suoi più fidati collaboratori hanno già cominciato a contattare i segretari per le firme.

 

Minniti sarà a Cosenza per la presentazione del suo libro nella sala degli specchi della Provincia dove ad accoglierlo ci sarà Franco Iacucci, Presidente della provincia Bruzia, il quale, incece, ha già dichiarato la sua adesione alla candidatura di dell'ex Ministro degli Interni. All'evento ci sarà anche il governatore Oliverio, una presenza solo di cortesia, si affrettano a precisare quelli del suo entourage. Eminenza grigia del benservito a Minniti, estensore del documento pro Zingaretti, Nicola Adamo, già intervenuto per raffreddare i bollenti spiriti dei 50 sindaci sottoscrittori del sostegno a Marco Minniti.

 

L'intervento aveva prodotto un simpatico siperietto di alcuni primi cittadini, i quali prima avevano firmato e poi hanno sconfessato l'adesione. Le contorsioni in casa democrat in Calabria, dunque, continuano senza sosta e non si escludono altri colpi di scena o repentine marce indietro. D'altronde per gli attuali assetti di potere nel centro sinistra, il problema vero non è la sopravvivenza del PD, ma la sopravvivenza personale.
Pa.Mo.

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Pa. Mo.
Giornalista
A questa noiosa e ipocrita lagna del clero, sulla famiglia, rispondo con una citazione di Ronald David Laing, un noto psichiatra inglese:”La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” Da dirigente comunista e diessino, sono stato un fedele soldato del Politìchesckij Bjurò ora da democratico, nell’era del “pensiero leggero”, sono un anarchico, controcorrente e provocatore. Mi stanno sulle balle,  i pomposi intellettuali post-comunisti, peggio se, con la puzza sotto il naso. Sono freddo e passionale, rosso e nero. Non mi fido delle tonache; nere, rosse, giudiziarie o clericali. Bigotti, puritani e moralisti li darei volentieri in pasto al “gorilla” di De Andrè, ai razzisti  farei fare un’esperienza in quei campi con la scritta: “il lavoro rende liberi”. Presuntuoso? Può darsi! Rompicoglioni! Certo! Se parlo, conosco, se non conosco, sto zitto! Per dirla come  Theodor W. Adorno:  “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Amo questa frase di Vittorio Foa: “il sogno può accompaganre la vita ma non deve determinarla. Quando scegli non devi sognare, tu sei responsabile”. Caratterialmente mi si addice questa citazione frase di  Winston Leonard Spencer Churchill: “Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campii nelle strade e nelle montagne. Non ci arrende­remo mai…”
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