Cosenza, il saluto al prefetto Tomao. Occhiuto: «Un vero uomo delle istituzioni»

VIDEO | Dopo cinque anni trascorsi nella città bruzia parte per un nuovo incarico a Livorno. Il primo cittadino: «Intendiamo conferirgli la cittadinanza onoraria»

sabato 21 luglio 2018
11:32
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Più che un incarico, nella città di Cosenza lascia il ricordo di una missione professionale che è stata anche fortemente caratterizzata da rapporti umani che porterà sempre con sé. Il prefetto Gianfranco Tomao parte per la nuova destinazione di Livorno dopo 5 anni intensi trascorsi nel capoluogo bruzio.


Nel lungo calendario di saluti istituzionali che lo hanno accompagnato da quando nei giorni scorsi il Consiglio dei ministri, da prassi, ha disposto il suo trasferimento, in Comune si è inserito il ringraziamento ufficiale del sindaco Mario Occhiuto, della Giunta, del presidente del Consiglio comunale, dei consiglieri comunali di maggioranza e minoranza, nonché dei dirigenti municipali che spesso in Prefettura hanno partecipato a tavoli su questioni non facili.


Nel salone di rappresentanza, il prefetto Tomao è stato così ricevuto più che altro come «un amico, e adesso finalmente posso dirlo che lo considero un amico», ha sottolineato il sindaco Occhiuto annunciando ai giornalisti presenti che è sua intenzione proporre al Consiglio comunale di conferire al rappresentante dello Stato la cittadinanza onoraria di Cosenza.
«Si congeda dal nostro territorio un uomo apparentemente mite – ha affermato Occhiuto – Un vero uomo delle istituzioni con una calma d’acciaio che non si è mai lasciato condizionare da fattori ambientali, mediatici e politici. Non è facile incontrare uomini delle istituzioni che abbiano questa capacità»


Sotto gli occhi commossi del vice prefetto vicario Emanuela Greco e di altri collaboratori, il primo cittadino ha evidenziato come in tanti, tra assessori e dirigenti, «abbiamo varcato la soglia della Prefettura per varie problematiche tra le quali cito lo smantellamento del campo rom sul fiume Crati. Insieme, abbiamo condiviso per diversi aspetti 5 anni di governo di questa città. Gran parte del mio mandato si è svolta durante il tuo incarico di prefetto a Cosenza – ha aggiunto Occhiuto rivolgendosi poi a Tomao con tono confidenziale – Non è stato un semplice rapporto di dovere tra istituzioni. Mi piace mettere in risalto il comportamento estremamente corretto del Prefetto anche quando riceveva i miei avversari politici. Il palazzo del governo sotto la sua guida è stato il luogo della mediazione. Non ho mai visto Gianfranco Tomao arrabbiato, anzi, ha sempre manifestato una calma d’acciaio anche in alcune riunioni dove non sono certo mancati gli scontri. Ho piena consapevolezza – ha proseguito Mario Occhiuto – di avere avuto in lui un interlocutore dalle grandi qualità umane».

 

Palesemente emozionato, Tomao ha quindi preso la parola ringraziando in primis il Sindaco, dopodiché gli assessori, i consiglieri comunali, i dirigenti, i suoi funzionari e la preziosa dottoressa Greco oltre che la responsabile del cerimoniale di palazzo dei Bruzi Elena Mittembergher: «Grazie a tutti voi per avere organizzato questo saluto – ha esordito – Vi porterò sempre nel mio cuore a cominciare dal vostro sindaco che è un grande sindaco. Mario ha posto l’accento sul mio modo di lavorare: ecco, sono arrivato qui con l’umiltà dell’apprendista. Vi devo ringraziare per avere avuto la pazienza di avermi aiutato a crescere e a capire le questioni da affrontare. Provo a mettermi sempre nei panni degli altri – ha raccontato Tomao – Mi identifico in chi sta dall’altra parte della mia scrivania e cerco di capire le altre persone in base al principio evangelico di non fare agli altri quello che non vorrei fosse fatto a me. Ci tengo a ringraziare tutti i cittadini della provincia di Cosenza che è una provincia fatta per la maggior parte di persone perbene. Con Cosenza ho scoperto una città bellissima, merito di questo sindaco visionario che l’ha resa un gioiello. Ho molta stima per Mario Occhiuto – ha aggiunto – perché insieme abbiamo risolto problematiche che sembravano irrisolvibili. I volti di tutti voi – ha concluso – me li porto nel cuore».

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