I sovranisti contro Oliverio: «Per lui Corigliano-Rossano non esiste» - VIDEO

L’esclusione della neonata cittadina dalla ripartizione dei fondi dell’agenda urbana non piace agli esponenti del Movimento nazionale per la sovranità chiedono addirittura il commissariamento del governatore

di Marco  Lefosse
domenica 24 giugno 2018
12:46
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Sono trascorsi quasi tre mesi dalla nascita di Corigliano-Rossano e le “inadempienze” di Oliverio e della Regione verso la nuova Città rischiano di far implodere il processo di fusione». È quanto denuncia il Movimento Nazionale per la Sovranità annunciando un’iniziativa parlamentare per la richiesta al Governo Conte dell’invio di un Commissario ad Acta che, con poteri sostitutivi, possa applicare quanto previsto dalla vigente legislazione regionale e assicurare nel contempo i “giusti” finanziamenti europei e nazionali che rientrano nel POR -2014-2020 per l’attuazione dell’agenda urbana.

 

«La nuova Città rischia di perdere il 40% delle risorse disponibili»

«Con particolare riferimento a quest’ultimi fondi – osserva Alfieri, coordinatore del Movimento sovranista sull’alto Jonio calabrese – si tratta di attribuire il 35-40% in più rispetto a quanto assegnato dalla strategia regionale all’area urbana Corigliano-Rossano che, proprio a seguito della fusione dei due comuni, doveva essere classificata a pieno titolo come “Centro urbano di livello regionale” alla stregua di Cosenza-Rende, Catanzaro e Reggio Calabria».

 

Sul tavolo del Governatore c'è già una segnalazione del commissario Bagnato

«Sul tavolo del Presidente della Regione c’è una sollecitazione in tal senso, come è noto, del Commissario del Nuovo Comune, Domenico Bagnato. D’altronde – sottolinea Alfieri – lo stesso Presidente della Regione ha riconosciuto il salto di qualità e quantità acquisito dall’area urbana Corigliano-Rossano con la fusione. In un suo commento, dopo l’approvazione della legge regionale istitutiva del Nuovo Comune, sottolineva che “la fusione dei due comuni non può e non deve essere concepita solo come un atto meramente amministrativo o burocratico, ma deve diventare un’opportunità per costruire una nuova, grande Città in un’area dalle enormi potenzialità. E ancora: “…un fatto storico di grande rilevanza che avrà implicazioni importanti non solo per il territorio e per le popolazioni della Piana di Sibari ma soprattutto per la crescita e lo sviluppo della nostra Regione”. Si tratta, dunque, - precisa il sovranista Alfieri - di passare dalle parole ai fatti, attribuendo il ruolo che compete, secondo i regolamenti comunitari, alla Nuova Realtà Urbana e di conseguenza i fondi dovuti».

 

«Sarà necessario mettere in atto quanto previsto dalla Legge Graziano»

Ma si tratta anche, ed i tempi sono ampiamente scaduti, di rendere operativo quanto prevede la normativa regionale per l’erogazione, per dieci anni successivi alla fusione, di appositi contributi straordinari nella misura fissata dal Programma regionale di riordino territoriale (che ancora non è stato fatto). «Si tratta – aggiunge - di inserire l’Asse 13 “Capacità Istituzionale” nel POR Calabria in modo da consentire un’attività di accompagnamento, con risorse qualificate, per un piano di aggiornamento del personale del Nuovo Comune che comporti un migliore ed un efficace decentramento dei processi organizzativi, uno sviluppo delle competenze digitali, un rafforzamento della domanda di innovazione. Alcune di queste priorità – prosegue Alfieri - dettate dalla normativa regionale vigente fanno parte di un Ordine del giorno, connesso e approvato con la legge regionale Graziano, istitutiva del nuovo comune. Di qui la necessità che il Governo, Ministro degli Affari regionali e del Mezzogiorno, se non vogliono essere corresponsabili del rischio “deriva” per la fusione (anche perché lo stesso governo e la Regione si dovranno far carico anche della soluzione della questione “sito Enel’” in dismissione) adotti la via del commissariamento ad acta».

 

 

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