Statale 106, il braccio di ferro sul più grande cantiere d’Italia - VIDEO

I deputati pentastellati pronti a rivedere il progetto che vale 1,3 miliardi di euro e che garantirebbe circa mille posti di lavoro per i prossimi 10 anni

di Marco  Lefosse
lunedì 23 luglio 2018
14:15
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Sabato scorso Coldiretti Calabria è scesa in strada, con tanto di trattori e bandiere, per contestare il tracciato della nuova statale 106, quello che da Roseto scende, costeggiando lo Jonio e il Pollino, fino a Sibari. Una trentina di chilometri in tutto per un mega progetto che vedrà realizzarsi gallerie e viadotti e che non piace agli imprenditori agricoli. In quanto – a loro dire – la nuova strada deturperà un intero territorio e la sua economia.

A sostenere la tesi della Coldiretti anche i parlamentari cinque stelli. E su tutti i senatori Nicola Morra e la coriglianese Silvana Rosa Abate. Con quest’ultima nel suo breve intervento durante la manifestazione ha ribadito testualmente che «Il ministro delle infrastrutture Toninelli (penta stellato anch’egli) sta valutando tutte quelle che sono le eccezioni procedurali, ambientali e anche economiche del caso. Naturalmente – ha aggiunto il senatore Abate - non è facile (bloccare l’iter avviato, ndr) ma il Ministro ci sta lavorando e sicuramente avremo dei riscontri».

Dopo le dichiarazioni della Abate scoppia il caso

Parole che hanno fatto scoppiare un vero e proprio putiferio politico, sociale ed istituzionale e quello che era impensabile succedesse, ora potrebbe realmente accadere. I lavori per l’ammodernamento del megalotto 3 Sibari-Roseto della Statale 106, quelli che valgono 1,3 miliardi di euro, dieci anni di lavoro per circa mille persone e la possibilità per la Calabria del Nord-Est di uscire dall’isolamento, potrebbero essere sospesi. Ma contro questa iniziativa i movimenti, le associazioni delle vittime della statale 106 e i sindacati sono pronti ad alzare le barricate.

 

CGIL-CISL-UIL: «Queste azioni mortificano un intero territorio!»

La protesta che sabato hanno inscenato gli agricoltori di Coldiretti, sostenuti da una delegazione della deputazione nazionale pentastellata, per chiedere la rivisitazione del progetto di ammodernamento del Terzo Macrolotto della SS106 (Sibari-Roseto) e nello specifico, il raddoppio tout court dell’attuale tracciato, viene definita dalle segreterie provinciali dei sindacati confederati di categoria, Fillea CGIL, Fenal UIL e Fila CISL una «mancanza di rispetto nei confronti di un intero territorio». Il quale, aggiungono «si vedrebbe ancora una volta “espropriato” di un importantissimo investimento pubblico». Non solo, la “mancanza di rispetto” si estende anche verso «quanti hanno perso la vita in decenni di ritardi percorrendo la “strada della morte” e – continuano - siamo convinti ogni oltre possibile dubbio che la mancanza di rispetto sia tanto grave quanto incosciente ed inopportuna nei confronti di quanti in tanti decenni hanno lavorato affinché si arrivasse oggi all’avvio dei lavori».

 

L’affondo del Partito democratico: «È la morte del futuro!»

Ancora più duro il commento della dirigenza del Partito democratico ionico, che attraverso il segretario cittadino di Rossano, Franco Madeo, boccia la presa di posizione di Coldiretti e dei parlamentari 5 stelle e la bolla come «un ritorno al passato, la morte del futuro per un territorio dove non si vuole che si costruiscano più occasioni e speranze ma dove vi continuino ad essere solo preoccupazioni».

I democrat, del resto, difendono i loro progetti e – perché no – anche loro intuizioni ed il loro impegno (anche se mai troppo) per il territorio della Sibaritide. «Non è possibile – lamenta il PD –dopo tanti anni di lotte ed impegno, che ci hanno portato a costituire la nuova città Corigliano-Rossano, la elettrificazione della linea ferroviaria ionica (ancora in divenire, ndr), la Zes al porto di Corigliano-Rossano (ancora in divenire, ndr), all’imminente avvio dei lavori sulla 106, voler bloccare tutto! Un comportamento che lascia l’amaro in bocca, che vuole frenare il percorso fortemente voluto di rinascita e ri-sanamento che tanto faticosamente si sta cercando di far partire e dentro al quale il PD – precisa Madeo - ha investito impegno e risorse». Il segretario del PD poi rincara la dose, contro chi oggi ha la possibilità di frenare davvero il progetto del terzo megalotto. «Quanto vale per voi una vita umana? Per noi vale più di ogni altra cosa ed anche per salvarne una sola non permetteremo a nessuno di fermare questi lavori che porteranno anche sviluppo e lavoro. Sia chiaro – conclude Madeo - i lavori della SS 106 non si toccano, vigileremo e se necessario alzeremo anche barricate».

 

Basta Vittime sulla Statale 106: «I Cinquestelle chiedano scusa»

«Come è stato detto da più parti, le dichiarazioni gravissime ed irresponsabili dei parlamentari del M5S non solo sono incomprensibili ma, purtroppo, sono irrispettose dei cittadini, del bene comune e tra mille bugie ed inesattezze non corrispondenti alla realtà dei fatti». È quanto afferma Giovanni Buono, Vice Presidente dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”. «Ci sono tre grandi anomalie che contraddistinguono l’agire dei parlamentari pentastellati: parlano di un progetto che non conoscono dal punto di vista tecnico così come non conoscono i territori su cui l’opera dovrebbe nascere; inoltre non hanno mai voluto interloquire e confrontarsi con la nostra Associazione ne mai hanno voluto sostenere nessuna delle nostre istanze. Poi c’è la terza gravissima anomalia: possiamo capire che non vogliono confrontarsi con noi. Però non si pongono il problema di parlare, di confrontarsi e di ascoltare i Sindaci del territorio interessato dall’ammodernamento della S.S.106 scegliendo, invece, di schierarsi e di confrontarsi con la Coldiretti e con i “Turisti di Ferrara” da sempre contrari al progetto… Se avessero parlato con i Sindaci di Roseto Capo Spulico, Amendolara, Albidona, Trebisacce, Villapiana, ecc. avrebbero capito il lungo e complesso percorso che ha portato alla scelta dell’attuale tracciato e quanto l’ipotesi del raddoppio sia solo una cartina da tornasole usata da sempre dai proprietari terrieri per fare in modo che il progetto non venisse realizzato».

 

 

 

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