Belvedere Marittimo, Barbara Ferro ufficializza la candidatura a sindaco

La donna unirà le forze di sinistra e aprirà anche a tutte le forze dell'opposizione: « La distanza da logiche partitiche - spiega - è quanto mai necessaria»

di Francesca  Lagatta
6 marzo 2019
15:42
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Barbara Ferro ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco per la prossima tornata elettorale di Belvedere Marittimo. La donna potrebbe prendere il posto dell'attuale primo cittadino, Enrico Granata, giunto al suo secondo mandato consecutivo e con lo sguardo rivolto verso le elezioni regionali.

L'unione tra le sinistre

La candidatura della Ferro è stata una scelta pensata e ragionata a lungo, con la quale si è riusciti a mettere insieme le forze di sinistra della città. Un'unione nata tra gli scranni dell'opposizione consiliare tra il gruppo "Ora", di cui la Ferro è esponente, e "Belvedere Cambiaverso", che pian piano è diventano «un progetto alternativo al modo di amministrare che finora ci è stato proposto», allargato poi alla società civile. Così, «si è via via delineato un modo univoco di intenti, metodi e obiettivi - è scritto in una nota - che si concretizzeranno nel programma che andremo a proporre nell’ormai imminente campagna elettorale».

Il progetto politico

E' la stessa Barbara Ferro a spiegare quali sono le intenzioni del gruppo: «Il progetto politico consiste nel costruire insieme, ai tanti cittadini, una valida, qualificata e moderna alternativa a un modo di gestire la cosa pubblica obsoleto e poco lungimirante. Sarà una lista di estrazione politica e culturale diversa. La distanza da logiche partitiche è quanto mai necessaria onde evitare che nella gestione dell’amministrazione locale, intervengano fattori condizionanti che non rispecchiano gli interessi del territorio e le loro necessità».

Uniti contro le forze di destra

Con tutta probabilità, il gruppo della Ferro dovrà sfidare una fazione politica di destra, che starebbe prendendo forma in queste settimane. Secondo i rumors, il capolista potrebbe essere Vincenzo Cascini, titolare dell'omonima clinica privata della città.

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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