Oliverio lento? Su Expo e’ apparso rock!

Da come è stato presentato alla stampa e agli operatori del settore, la partecipazione della Giunta Regionale calabrese all’expo sembra organizzata discretamente.

di Pasquale Motta
sabato 2 maggio 2015
13:38
Condividi

Nei mesi scorsi i soliti rumors ci consegnavano una situazione disastrosa sul piano dell'organizzazione, delle risorse messe a disposizione e quant’altro e invece  no, la Calabria, nel palazzo Italia, il padiglione nazionale di Expo, avrà una presenza di qualità. D'altronde, come è noto, il tema di Expo sarà l'alimentazione e, nonostante i problemi di questa terra, nel settore agroalimentare la Calabria ha molto da dire. Gli eventi,  durante i sei mesi di Expo 2015, si articoleranno nel corso di alcune settimane. Le iniziative che riguarderanno la Calabria avranno inizio a decorrere dal 26 giugno. I temi di promozione saranno quelli relativi alla produzione e alle eccellenze e  ci sarà spazio anche  per una settimana dedicata all’aspetto storiografico. Infine, l'ultima settimana, sarà dedicata invece, alla contemporaneità e al futuro della filiera agroalimentare della nostra regione. Il finale sarà  col botto, toccherà alla Calabria infatti, animare tutto il padiglione Italia nella settimana finale di Expo. L’altro problema dibattuto nel corso dei mesi che separavano dal grande evento universale, era quello relativo al  come veicolare i visitatori  di Expo 2015  verso la nostra regione, considerato il presumibile afflusso di visitatori da ogni parte del mondo. Nel corso della conferenza stampa di presentazione, Oliverio  ha reso noto di aver stretto un accordo con Alitalia affinché nella tratta Expo-Calabria si possano avere prezzi vantaggiosi. Inoltre, una stretta collaborazione tra la soprintendenza ai beni culturali e il dipartimento Turismo e beni culturali della Regione, sta predisponendo un percorso turistico culturale fruibile. Insomma, da come è stato delineato, la Giunta Regionale sembra aver individuato le chiavi giuste per un approccio radicalmente diverso nella promozione della nostra terra.  Inoltre, per onestà intellettuale, c’e’ da dire che la task force che Oliverio aveva messo all’opera dopo la sua proclamazione sembra aver funzionato. Expo, dunque, potrebbe essere la chiave per la promozione giusta della nostra terra e, quindi, la strada per costruire il futuro. Spesso i grandi eventi  hanno aperto la strada a grandi trasformazioni socio economiche nelle realtà locali, in Europa, per esempio, ci sono diverse esperienze del genere. Ora bisognerà dare corso a tutta l'intelligenza politica, amministrativa e creativa dei calabresi, affinché si rendano  brevi e appetibili,  i 1200 chilometri che separano Milano ed Expo dalla Calabria. Il piano messo in cantiere per Expo dalla Regione, ad occhio e croce, sembra un buon piano. Chiaramente tutto ciò non può bastare, almeno se, questo evento, non sarà  percepito in tutta la sua portata, dagli attori principali di questa regione, a partire dai Sindaci, passando per gli operatori turistici, gli imprenditori agricoli, per finire ai cittadini calabresi. E’ noto, non ci sono risorse o sono insufficienti, e allora bisogna lavorare anche di fantasia,  se ciò dovesse rendersi necessario, per rendere questa terra più vivibile, più pulita, più accogliente. Infine una parola sul Presidente della Giunta Regionale: Mario Oliverio sarà pure lento, ma ha tracciato la linea giusta e, dunque, sul problema ha dimostrato di essere rock per dirla alla Celentano. Sarebbe opportuno però, che tutti facessero la loro parte, a cominciare dal Governo Renzi.  Qualcuno dica a Del Rio, per esempio, che l’autostrada Sa-Rc e’ sostanzialmente chiusa da 60 giorni, che la SS 18 tirrenica e’ a pezzi e, dunque, il già precario sistema della viabilità calabrese, oggi è praticamente al collasso, ogni istanza istituzionale dunque, si dovrebbe far carico della sua quota di responsabilità, soprattutto chi, come il Premier, aveva affermato di considerare la battaglia per rilanciare la nostra Regione, “la madre di tutte le battaglie”.  

Pasquale Motta.

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti:

Pasquale Motta
Giornalista
A questa noiosa e ipocrita lagna del clero, sulla famiglia, rispondo con una citazione di Ronald David Laing, un noto psichiatra inglese:”La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” Da dirigente comunista e diessino, sono stato un fedele soldato del Politìchesckij Bjurò ora da democratico, nell’era del “pensiero leggero”, sono un anarchico, controcorrente e provocatore. Mi stanno sulle balle,  i pomposi intellettuali post-comunisti, peggio se, con la puzza sotto il naso. Sono freddo e passionale, rosso e nero. Non mi fido delle tonache; nere, rosse, giudiziarie o clericali. Bigotti, puritani e moralisti li darei volentieri in pasto al “gorilla” di De Andrè, ai razzisti  farei fare un’esperienza in quei campi con la scritta: “il lavoro rende liberi”. Presuntuoso? Può darsi! Rompicoglioni! Certo! Se parlo, conosco, se non conosco, sto zitto! Per dirla come  Theodor W. Adorno:  “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Amo questa frase di Vittorio Foa: “il sogno può accompaganre la vita ma non deve determinarla. Quando scegli non devi sognare, tu sei responsabile”. Caratterialmente mi si addice questa citazione frase di  Winston Leonard Spencer Churchill: “Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campii nelle strade e nelle montagne. Non ci arrende­remo mai…”

guarda i nostri live stream

Iscriviti alla newsletter

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti: