Bene la Giunta ma ora aprite quella porta: la Calabria non ha più tempo

Finalmente si è chiusa l'estenuante partita per il varo della nuova Giunta. Una partita che il Presidente ha chiuso sull'asse Roma/Calabria.

di Pasquale Motta
giovedì 9 luglio 2015
14:44
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La  Nuova Giunta regionale, oggettivamente, rappresenta una novità sotto il profilo storico amministrativo: è la prima Giunta nella storia del Regionalismo calabrese composta esclusivamente da esterni al consiglio regionale, è la prima Giunta  composta da tecnici, ed è la prima Giunta ad avere un così considerevole numero di donne. Tre novità mica da poco. È inutile negarlo, questo radicale cambio di passo nella impostazione politica e amministrativa del presidente Oliverio è stato fondamentalmente provocato dalla vicenda rimborsopoli. Lo schema immaginato e pensato all'inizio di questa legislatura da parte di Oliverio, infatti, non sarebbe stato quello che si è concluso con l'annuncio della nomina della nuova giunta regionale. Spesso però, le dinamiche della politica, sono determinate da vicende esterne alla politica stessa e ci consegnano scenari del tutto nuovi se non inediti.


Non siamo tra coloro che applaudono al cambio dell'agenda politica sotto la scure delle inchieste giudiziarie, anzi, riteniamo che ciò rappresenti una malattia ormai endemica del sistema politico italiano. L'inchiesta "Erga Omnes", partita da Reggio, tuttavia, ha oggettivamente determinato uno scenario politico che, imponeva al presidente della giunta regionale, una virata alla sua strategia politica. Noi siamo stati tra i primi a  suggerire al presidente Oliverio una iniziativa realmente nuova, che lo ponesse fuori dall'angolo nel quale era stato cacciato, non tanto dagli esiti delle indagini giudiziarie, ma dall'offensiva estremamente  aggressiva e che, definirei "etico-mediatica-giudiziaria" partita molto prima della notifica dei provvedimenti giudiziari legati a Rimborsopoli, un'aggressione  portata avanti con il chiaro, cinico e spregiudicato obiettivo di condizionare le scelte di Oliverio.


La "bolla" De Gaetano, la vicenda Lanzetta e tutto  il resto, sono le diverse sfaccettature dello stesso disegno. Abbiamo motivo di credere però, che questa offensiva sia congelata solo momentaneamente, il tempo cioè, di insediare i nuovi protagonisti del Governo regionale, per poi riprendere con rinnovato vigore al primo intoppo e sempre con lo stesso obiettivo: impedire a Oliverio e a questa legislatura di arrivare a termine. Ora Oliverio ha finalmente varato la nuova giunta regionale, a quanto sembra, abbastanza competente. La qualità, il valore, l'abilità, dei componenti li verificheremo all'opera. Giuseppe Aieta in un comunicato ha affermato che la legislatura inizia adesso. Ci permettiamo di osservare però, che non si ricomincia da zero ma da otto.


Otto, infatti, sono i mesi, da quando i calabresi hanno messo a capo tavola Mario Oliverio. Da allora però, tanto per usare una metafora culinaria, nel piatto dei calabresi è stato servito poco o niente. Al massimo, e' stato servito uno scarno aperitivo. Noi spesso siamo stati accusati di essere "oliveriani" e perciò, ci hanno vomitato addosso di tutto, dagli schizzi di fango, alle accuse di analfabetismo d'informazione. Pensate,  finanche qualche "storica marchettara del potere" ci ha riservato qualche post sarcastico definendoci espressione del giornalismo della "pecunia". Conosciamo bene chi sono costoro, conosciamo la loro biografia personale e il loro registro contabile della "pecunia" che hanno incassato nel corso dei lustri dalle varie Giunte regionali che si sono succedute in questa regione, per questo, i loro insulti, il loro fango ci scivola addosso, non lascia traccia, se non nelle loro coscienze.


Noi abbiamo tenuto una linea editoriale e culturale chiara e limpida: sostenere l'azione di un Presidente che, ci sembrava, e ancora ci sembra, per la sua esperienza e competenza, un'opportunità per la salvezza della nostra regione. Punto. Il nostro punto di vista rimane questo, da oggi però, ha una sola variabile, proprio perché iniziamo da otto e non da zero. Noi riteniamo che non ci sia più tempo per le attese. Bisogna, a nostro modesto avviso, varare un'efficiente e aggressiva azione di governo destinata a dare una svolta alla Calabria. Non c'è più tempo per rinvii, lunghe attese, consultazioni romane e quant'altro: il piatto dei calabresi va riempito velocemente. Di cosa va riempito questo piatto? Di scelte e iniziative rapide nel campo del lavoro, dello sviluppo, del contrasto alla disoccupazione, del rilancio del turismo, della cultura, dei beni culturali, tanto per citarne alcune.


C'è bisogno di una radicale riforma della burocrazia. Una burocrazia che, da mesi, tranne alcune rare eccezioni, è completamente fuori controllo. La gran parte del sistema che gestisce le misure comunitarie, è lo stesso messo in piedi dalla precedente Giunta Regionale. Fiumi di denaro vengono veicolati verso progetti, soggetti e quant'altro, senza che nessun settore, risponda politicamente a chicchessia. A questa redazione giungono ogni giorno segnalazioni di anomalie in tutti i comparti. Da otto mesi, nella sostanza, in attesa dell'ora politica X, si e' plastificata una sorta di governo a democrazia sospesa, mentre la politica era prevalentemente impegnata in riunioni e contro riunioni per riempire caselle e contro caselle. Il governo regionale, invece, ha viaggiato e proseguito il suo cammino in groppa ad una burocrazia a briglie sciolte.


Noi riteniamo che il Presidente Oliverio abbia ancora la credibilità e il prestigio per governare e invertire la rotta, ma bisogna che, a partire dalla Presidenza, del suo staff, da suoi consulenti, da suoi dirigenti e, da domani, dai suoi nuovi assessori, abbiano la consapevolezza  che bisogna aprire le porte all'ascolto della Calabria migliore, riattivino linee telefoniche spente da tempo, si lascino avvicinare dalle migliori professionalità della nostra regione e, soprattutto, sappiano consegnare la comunicazione giusta ai calabresi.


Poi c'e' la politica: se da un lato con la promulgazione del nuovo statuto regionale si consegna alla Calabria una nuova giunta regionale, dall'altro lato, sul fronte dei rapporti politici e consiliari sono rimasti morti e feriti. Qualcuno può ancora immaginare che il maggior partito della Calabria, il PD, possa essere guidato e governato viaggiando sul tandem Oliverio/Magorno?  I mugugni sono forti, il dissenso anche, il fronte dei malpancisti si va ingrossando, chi lavora a smussare gli angoli, a mediare, a sentire le ragioni di alcune personalità politiche come Guccione per esempio, il quale, oltre ad essere legittimamente risentito, pone problemi e questioni politiche non prive di senso e che andrebbero valutate nella giusta misura e con il necessario peso?  Dunque, auguri al Presidente Oliverio, auguri alla nuova Giunta. Ribadendo però il concetto: tra azione e fatti, non c'è più tempo.
Pasquale Motta

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Pasquale Motta
Giornalista
A questa noiosa e ipocrita lagna del clero, sulla famiglia, rispondo con una citazione di Ronald David Laing, un noto psichiatra inglese:”La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” Da dirigente comunista e diessino, sono stato un fedele soldato del Politìchesckij Bjurò ora da democratico, nell’era del “pensiero leggero”, sono un anarchico, controcorrente e provocatore. Mi stanno sulle balle,  i pomposi intellettuali post-comunisti, peggio se, con la puzza sotto il naso. Sono freddo e passionale, rosso e nero. Non mi fido delle tonache; nere, rosse, giudiziarie o clericali. Bigotti, puritani e moralisti li darei volentieri in pasto al “gorilla” di De Andrè, ai razzisti  farei fare un’esperienza in quei campi con la scritta: “il lavoro rende liberi”. Presuntuoso? Può darsi! Rompicoglioni! Certo! Se parlo, conosco, se non conosco, sto zitto! Per dirla come  Theodor W. Adorno:  “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Amo questa frase di Vittorio Foa: “il sogno può accompaganre la vita ma non deve determinarla. Quando scegli non devi sognare, tu sei responsabile”. Caratterialmente mi si addice questa citazione frase di  Winston Leonard Spencer Churchill: “Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campii nelle strade e nelle montagne. Non ci arrende­remo mai…”

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