“Comandano i terroni”, noi razzisti del Sud contro il povero Nord

Libero, il giornale di Vittorio Feltri, spara in prima pagina il computo delle alte cariche dello Stato di origine meridionale ed è subito Padania

di Enrico De Girolamo
venerdì 11 gennaio 2019
17:03
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Gira gira, Bossi o non Bossi, sempre terroni siamo. Etnicamente identificabili, geograficamente relegati negli strati bassi del mondo e, ovviamente, fannulloni, corti e neri. Lo ribadisce oggi Libero, il quotidiano filo-leghista diretto da Vittorio Feltri, che titola a tutta pagina “Comandano i terroni - Ai meridionali 3 cariche istituzionali su 4”. Il sommario spiega meglio l’arguto computo: "Mattarella capo dello Stato, Conte premier, Fico presidente della Camera. Oltre una miriade di ministri e altissimi funzionari pubblici. Ecco perché Salvini ha tutti contro”.

 

Insomma è colpa nostra, abitanti di Terronia, se il povero Salvini non è ancora riuscito a cavare un ragno dal buco. Siamo noi, con i nostri bidet inutilizzati per l’igiene personale e convertiti a vasi di basilico, siamo noi, con i nostri accenti napoletani, calabresi, pugliesi e siciliani che contaminiamo l’idioma italico con canzoni, fiction e commedie, siamo noi, sotto sotto tutti mafioncelli, a pregiudicare l’omologazione del Paese alla politica leghista.

 

Il motivo è implicito in quel titolo, che se fosse uno striscione da stadio potrebbe costare (ingiustamente, è ovvio) la squalifica del campo: il fatto è che noi siamo razzisti. Sbertucciamo il Nord nebbioso nelle nostre canottiere sporche di sugo e rigonfie di panza, con lo stecchino al lato della bocca, mentre mandiamo le nostre truppe a occupare tutti i posti di potere per tirare acqua al nostro scalcagnato mulino.

 

Ci facciamo eleggere presidenti della Repubblica, giudici della Corte costituzionale, presidenti del Parlamento, ci facciamo nominare ministri e sottosegretari, sforniamo artisti, giuristi, filosofi, comici, luminari universitari e intellettuali solo per raggiungere il potere e mettere i bastoni tra le ruote ai leghisti. Anche il crescente consenso elettorale della Lega nel Meridione non è altro che una subdola strategia per minarli dall’interno, per infiltrare i nostri cavalli di Troia nei gangli dell’ex Padania, che forse tanto ex non lo è mai stata.
Insomma, non sono loro i razzisti, siamo noi ad essere meridionali.

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