La storia di Caterina, morta di tumore per salvare il figlio in grembo

La donna soffriva di un cancro al seno molto aggressivo. Rifiutò cure invasive per dare alla luce Giacomo. Dopo qualche tempo però la malattia si è ripresentata e non le ha lasciato scampo

mercoledì 13 febbraio 2019
10:05
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Caterina Morelli
Caterina Morelli

Una storia di amore e di coraggio, fino alle estreme conseguenze, quella di Caterina Morelli, morta a soli 38 anni per salvare la vita del bimbo che portava in grembo. La sua storia viene riportata oggi da La Nazione di Firenze. Attiva da sempre nel gruppo di Comunione e Liberazione, laureata in medicina e chirurgia, Caterina Morelli è diventata mamma nel 2010 della piccola Gaia, nata dall'amore con il suo Jonata, sposato il 16 giugno del 2012.


Una decina di giorni dopo le nozze, la coppia ha scoperto di aspettare il secondo figlio e solo dopo 4 ore da quella bella notizia, è arrivata per la donna la diagnosi di un nodulo al seno, una forma di tumore estesa e molto aggressiva. Da lì, il consiglio dei medici di Firenze di un aborto per potersi curare subito con la chemio e la radioterapia. Ma la donna non ne vuole sapere, e decide di non interrompere la gravidanza. All'Istituto europeo di oncologia di Milano - scrive ancora la Nazione - le prospettano un'alternativa più blanda, seppur con maggiori rischi per lei, ma compatibile con il proseguimento della vita che porta in grembo.


Caterina accetta: si sottopone a un primo intervento e nel febbraio del 2013 dà alla luce Giacomo, per poi affrontare un ciclo più importante di chemio e nuovi interventi per asportare il tumore. Finché nel 2015 la malattia si ripresenta ancora più aggressiva, con metastasi in varie parti del corpo. Con i pesanti cicli di chemioterapia vengono intrapresi anche viaggi della fede a Lourdes e Medjugorie. Ma la salute peggiora ancora, e lo scorso 26 gennaio la donna chiede di poter anticipare la prima comunione della figlia. Solo 12 giorni dopo entra in coma. «Tutti hanno pregato e cantato attorno a lei, in un clima di festa come lei desiderava», racconta una sua amica. «Qui c’è veramente un angolo di paradiso sulla Terra», hanno detto i frati della Santissima Annunziata quando sono andati a portarle la Comunione nel suo letto.

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