Carenza di infermieri, aumenta del 7% il rischio di mortalità dei degenti

La criticità interessa soprattutto i reparti pediatrici dove gli operatori sanitari devono seguire una media di 6,6 pazienti anziché 4 per volta

di Redazione
martedì 18 giugno 2019
18:39
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La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche lancia l'allarme riguardante l'insufficienza di infermieri in corsia. In particolare, la carenza più forte si ha nei reparti pediatrici, con la disponibilità di un operatore ogni circa 6/7 pazienti, quando la media consentita dovrebbe essere di 4.
Aumenta così il rischio di morte per i degenti degli ospedali italiani, non essendoci la piena garanzia di sicurezza garantita da un incremento del personale ospedaliero.

Rischio di mortalità aumenta del 7%

L’associazione di categoria ha comunicato che «per ogni paziente extra il rischio di mortalità a 30 giorni aumenta del 7%. Con due pazienti e mezzo in più arriva al 17-18%. Sommando poi i dati delle attività infermieristiche mancate, il rischio di mortalità per i bambini ricoverati arriva al 25-26%». 
Numeri preoccupanti, che si sommano al sovraccarico di mansioni affidate agli operatori sanitari: essendo insufficiente il personale, gli infermieri devono occuparsi anche del reperimento dei materiali, compilazione di moduli e molti altri compiti burocratici. Mansioni che portano gli operatori a rischio esaurimento emozionale. Il burnout colpisce, infatti, il 32% dei dipendenti.

Infermieri fondamentali per gli ospedali

Il ruolo degli infermieri, nelle strutture sanitarie, è di fondamentale rilievo. Ciò è, altresì, confermato dal presidente della Federazione italiana aziende sanitarie Francesco Ripa di Meana, che ha così commentato la criticità: "Senza il contributo dei professionisti e di un management all'altezza, il nostro Servizio sanitario nazionale sarebbe già naufragato da un pezzo". 

Il disagio di pazienti e operatori

Questa si caratterizza come una situazione in grado di creare forti disagi negli ospedali italiani, in cui da tempo a soffrirne sono da una parte chi presta il servizio, dall’altra chi attende per riceverlo. Un caso eclatante è quello accaduto presso l’ospedale Fatebenefratelli di Milano, dove due pazienti, a seguito di un’attesa di 12 ore in pronto soccorso, hanno sputato e minacciato di morte un infermiere.

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