La lite continua tra Lega e M5S fa impennare lo spread verso quota 290

Il differenziale con i Bund tedeschi ai massimi rispetto agli ultimi tre mesi. Borse d’Europa in difficoltà e indebolimento della moneta unica nei confronti del dollaro

di Redazione
mercoledì 15 maggio 2019
10:30
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Sotto pressione i conti pubblici e i titoli di Stato italiani, con un allargamento dello spread Btp/Bund che sfiora i 290 punti base a 289, un netto picco dopo l’apertura di ieri a 280 e ai massimi da oltre tre mesi.

La causa di questo innalzamento è da ricondursi alle parole del ministro dell’Interno Salvini, che ieri ha affermato di voler tirare dritto nel’abbassare il tasso di disoccupazione, anche se ciò potrà significare l’aumento del debito pubblico. «Se servirà infrangere alcuni limiti, del 3% o del 130-140% - ha affermato il leader della Lega - tiriamo dritti. Fino a che la disoccupazione non sarà dimezzata in Italia, fino a che non arriveremo al 5% di disoccupazione spenderemo tutto quello che dovremo spendere. E se qualcuno a Bruxelles si lamenta, ce ne faremo una ragione». Parole che hanno scosso i mercati in un periodo delicato e causando l’indebolimento della moneta unica nei confronti del dollaro.

La replica di Luigi Di Maio non si è fatta attendere, definendo irresponsabile la volontà di far aumentare lo spread, ponendo l'attenzione poi verso lo «sforamento del rapporto debito-Pil, che è ancora più preoccupante dello sforamento del rapporto deficit-Pil». Il leader M5S ha poi concluso nei confronti di Salvini asserendo che «prima di spararle tagliamo tutto quello che non è stato ancora tagliato, in questi anni di spese inutili e di grande evasione».

Sempre ieri, durante la registrazione di una puntata di “Porta a Porta”, Salvini ha corretto il tiro, parlando solo della soglia del 3% nel rapporto deficit/pil, e non più del debito: «È mio dovere, non diritto, superare i vincoli europei che stanno affamando le famiglie italiane».

Scambi sul mercato secondario

Gli scambi sul mercato secondario iniziano con differenziale di rendimento tra il Btp decennale benchmark e il titolo tedesco di pari durata a 284 punti base.
Anche il rendimento del decennale benchmark italiano apre in salita con il 2,76%. Per quanto riguarda il confronto tra i rendimenti, non abbiamo notizie positive: il francese rende lo 0,33%, decennale greco vicino al 3,58% e lo spagnolo sotto l’1%. Negativo il rendimento decennale tedesco.

Pessima performance per Piazza Affari

Intanto da Piazza Affari, a causa dell’appesantimento causato da spread e bancari, la performance peggiore con tutte le Borse Europee deboli, tutto ciò indifferentemente da Wall Street e dalle Borse asiatiche, che hanno avuto un buon rendimento grazie all’ottimismo della guerra commerciale. Francoforte in salita di un frazionale 0,008% mentre Parigi è in calo dello 0,12%, cede lo 0,15% Madrid. Peggio per Milano, in flessione dello 0,6% per le banche che appesantiscono il listino e l’ulteriore rialzo dello spread Btp/Bund.

Le banche in coda al listino in calo: Ubi Banca dell’1,2%, Intesa Sanpaolo dell’1,2%, Finecobank dell’1,5% e Mediobanca dell’1,3%. Pirelli debole, in calo dell’1,4%. Ai primi posti del listino Salvatore Ferragamo con il +9,3% dopo un ottimo trimestre di ricavi in crescita.

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