“Fiocco di neve” dopo un anno: «Oggi sto bene e al caldo»

Weng Fuman è il bambino cinese che un giorno arrivò in classe con i capelli completamente ghiacciati dopo aver percorso a piedi 4,5 km dalla sua casetta di fango. Ma oggi come sta e cosa fa il "bimbo di ghiaccio"? 

di Paula Scalamogna
8 gennaio 2019
12:03
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Il
Il "bambino di ghiaccio"

Era diventato una piccola star mondiale Weng Fuman, il bambino cinese che, lo scorso gennaio, grazie a una fotografia pubblicata sui social aveva suscitato la commozione di miliardi di persone. Weng Fuman un anno fa aveva 8 anni e ogni mattina per andare a scuola doveva percorrere 4,5 chilometri a piedi dalla sua casetta di fango situata in un paesino della provincia dello Yunnan. Un giorno arrivò in classe con i capelli completamente ghiacciati. Era stato dunque soprannominato “Fiocco di Neve” (Ice boy secondo gli organi di informazione inglesi) e in Cina era diventato l’emblema dei “liushou” i “bambini lasciati indietro” dalla società, unicamente interessata alla classe ricca e avvantaggiata. Un bambino modello, il piccolo Fuman, che ha un sogno, quello di diventare un poliziotto per “prendere i cattivi”, e che ama la scuola, vedendola come un posto sicuro in quanto, sebbene non riscaldata, gli assicurava del pane e del latte ogni giorno.

 

Il potere dei mezzi di comunicazione

La foto di “Fiocco di Neve” aveva suscitato profonda indignazione a livello mondiale, facendo partire una colletta per donare alla scuola i soldi necessari per un impianto di riscaldamento. La notizia arrivò a Pechino e la vicenda di Fuman e della povertà nella quale viveva la sua famiglia furono seguite passo passo dalla televisione di Stato, la quale volle dimostrare come «la Cina di Xi Jinping non lascia indietro nessun bambino, nemmeno nel villaggio più sperduto dell’immenso territorio cinese».

 

"Pieno di felicità"

Il Quotidiano del popolo, una testata cinese, a distanza di un anno ha scritto di Fuman e della sua famiglia, comunicando che «oggi si sono trasferiti in una casetta a due piani distante 10 minuti a piedi dalla scuola. Rispetto alla casa con i muri di fango e la strada piena di fango che dovevano percorrere, ora sono molto più al riparo dal vento e dalla pioggia. Nella scuola è stato installato il riscaldamento ed è stato realizzato un dormitorio per i bambini che vivono nei villaggi lontani». Conclude il giornale: «Tanti utenti dei social cinesi hanno voluto sottolineare che Fuman, che in cinese significa "Pieno di Felicità", è l’esempio positivo di quello che possono fare i nuovi strumenti di comunicazione».

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